Iran: da turismo a sanità, futuro economia sta nei servizi

Architetto Naderi, giovani progettisti aperti a Italia e al mondo

 L'economia iraniana del dopo-sanzioni ha bisogno di servizi, da un maggior numero di hotel adeguati agli standard internazionali ad uffici funzionali per le imprese straniere che vi si stanno insediando. E alla nuova generazione di architetti non manca la creatività, anche se non guasta un solido supporto ingegneristico per tradurre i loro progetti in realtà. Supporto che può giungere anche dall'Italia, da cui sta per partire una nuova missione imprenditoriale promossa dal governo, Confindustria e l'Ice. A parlare è Kamran Afshar Naderi, architetto iraniano formatosi all'Università di Genova e poi in varie realtà professionali, come quella di Renzo Piano e del suo Building Workshop. Dal 1993 lavora a Teheran - dove ha contribuito a numerosi progetti per ambasciate e gruppi internazionali, oltre a promuovere il Premio di architettura 'Memar' - e dal 2003 come collaboratore e poi branch manager di Intertecno, società di ingegneria italiana da poco entrata a far parte del colosso francese Artelia: un gruppo da 3.500 tecnici con competenze che abbracciano edilizia, sviluppo urbano, ambiente, infrastrutture. Al nuovo corso aperto dalla revoca delle sanzioni Naderi guarda con la competenza di chi conosce il proprio Paese di origine, ma anche le aspettative degli imprenditori italiani che vi stanno tornando o arrivando. Per lo sviluppo del turismo, per esempio, l'Iran deve costruire "molti nuovi alberghi a 4-5 stelle in linea con la richiesta internazionale, ma la costruzione di un hotel richiede molta esperienza e competenza", dice parlando con l'ANSA, anche alla luce della ristrutturazione compiuta del rinomato Hotel Azadi della capitale.

E poi, aggiunge, ci sono gli uffici, per i quali l'offerta non è ancora adeguata. In molti casi si tratta di appartamenti di cui è stata cambiata la destinazione d'uso, ma può non bastare. Inoltre, un nuovo capitolo si apre nella cooperazione tra Italia e Iran nel campo della sanità (uno di quelli al centro delle missioni italiane in Iran, la prossima il 9-10 febbraio). Se Pessina Costruzioni ha di recente firmato un Memorandum col Ministero della Sanità iraniano per la costruzione e gestione di cinque ospedali, le opportunità che si aprono in campo sanitario sono ben più ampie, ricorda il rappresentante di Intertecno, e riguardano anche le cure odontoiatriche e la medicina estetica, un vero business di qualità in Iran e per il quale il Paese, osserva, "può fare da hub per un mercato ben più ampio".

Per non parlare dell'edilizia residenziale, in crescita in tutti i segmenti di mercato. Ma nel quale è tra i più costosi, nella fascia dei 12-15 mila euro al metro quadro, che Naderi vede l'ambito più congeniale per l'imprenditoria italiana. Ma, appunto, la progettualità in campo architettonico deve trovare anche un partner a livello ingegneristico. L'ormai famoso ponte Tabiat a Teheran - frutto dell'inventiva della giovane architetta Leila Araghian, combinata all'expertise dello studio Maffeis Engineering di Vicenza - è un esempio emblematico in tal senso. Oltre che della grande attenzione che il Comune di Teheran riserva all'estetica delle grandi opere e dell'arredo urbano di una città pur tanto complessa e asfissiata dal traffico. Da qui l'impegno dello stesso Naderi proprio nel far crescere e conoscere - tramite la rivista 'Memar' ed il suo premio - i giovani talenti dell'architettura iraniana. Un'architettura ormai svincolata dagli imperativi nazionalistici del primo periodo successivo alla rivoluzione islamica. E che vede i suoi giovani (50 mila gli studenti di architettura e ingegneria) "guardare entusiasti - conclude Naderi - al confronto con l'architettura internazionale".

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