Confindustria: la Piccola Industria punta su Boccia

Ieri è arrivata la candidatura di Vacchi. Regina pronto a sfida, attese altre mosse

La componente confindustriale della Piccola Industria ha deciso di esprimere un proprio esponente per la corsa alla presidenza di Confindustria e punta sull'industriale campano Vincenzo Boccia. L'endorsement proposto dal presidente Alberto Baban al Consiglio nazionale, riunito in via dell'Astronomia - secondo quanto risulta all'ANSA - è stato approvato per acclamazione: in modo compatto, quindi, gli imprenditori della Piccola Industria chiedono a Boccia di candidarsi.

Vacchi candidato. Regina pronto a sfida - Alberto Vacchi ha fatto la sua mossa nel momento esatto in cui si sono formalmente aperte le candidature alla presidenza di Confindustria, Aurelio Regina la farà a strettissimo giro: con un botta e risposta entra così subito nel vivo la corsa al vertice di via dell'Astronomia. L'industriale bolognese ha giocato ancora una volta in anticipo, formalizzando la sua candidatura mentre le diplomazie confindustriali sono ancora impegnate nel fare e disfare alleanze. Intanto nel Lazio i fari sono puntati su Regina: è tornato oggi da un viaggio di lavoro negli Usa e annuncerà presto la sua candidatura, non più tardi di lunedì. Chi segue da vicino le sue mosse dice che Regina, che da tempo scalda motori, è rassicurato da un buon riscontro di consenso e non ha più alcuna riserva sulla sua intenzione di candidarsi. Vacchi (al timone di Ima, il gruppo di Ozzano dell'Emilia che punta a chiudere il bilancio 2015 con ricavi consolidati in crescita oltre quota un miliardo) è stato il primo a formalizzare la sua candidatura, inviandola ai 'saggi' appena insediati, dopo che nelle settimane scorse aveva sfidato la regola del silenzio dichiarando in anticipo le sue intenzioni. La sua è una conferma, tuttavia, che per quanto preannunciata era tutt'altro che scontata. L'annuncio della candidatura (forse prematuro, perchè chi lo ha sostenuto nella scelta è stato poi probabilmente spiazzato da divisioni nelle aree di consenso su cui contava) ha esposto l'industriale bolognese ad un gioco di spaccature e di tentativi di ricomposizione, esplorando anche alleanze o soluzioni diverse. Formalizzando la candidatura senza esitazioni, e non appena possibile, Vacchi sembra aver voluto dire nettamente: 'a questi giochi non ci sto, vado avanti per la mia strada con chi vorrà sostenermi'. Sul suo nome si è spaccata la Lombardia (dove ha il sostegno di Assolombarda e di Bergamo ma non si sono allineate le altri territoriali) mentre la sua Emilia-Romagna si è divisa tra diverse ipotesi di contro-candidature (a partire dal 'rischio' di un 'derby' con il presidente di Federmeccanica Fabio Storchi).

Pubblicamente le bocche sono cucite, si rispettano le regole che vietano di parlarne fino a quando i 'saggi' non riceveranno tutte le candidature e ne verificheranno i requisiti. A disegnare il quadro sono le indiscrezioni. E sono i rumors a collocare dietro le quinte della candidatura di Vacchi, fin dal primo momento, la regia di Luca Cordero di Montezemolo (che ha però negato di interessarsi alla partita confindustriale: "Resto cinque metri indietro") e di Gianfelice Rocca (il leader di Assolombarda che non ha ancora preso pubblicamente una posizione).

 

 

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