Risparmi, i dieci consigli per non sbagliare

Le regole di un private banker per i risparmiatori

"Conosci te stesso". A dirlo era Socrate ma questa regola d'oro potrebbe essere anche un assist fondamentale per evitare pericolosi errori ai risparmiatori.

    Anche perché, spiega Paolo Damiani, private banker per una importante banca specializzata nella consulenza finanziaria, "10 regole d'oro o tavole della legge valide per tutti non esistono, mentre è necessario conoscere bene il proprio patrimonio, compresi i debiti e le possibilità ed i rischi che il mercato tempo per tempo offre". Inoltre "molto dipende dall'età del risparmiatore" e se l'investimento deriva da un'eredità o dalla vendita (per esempio di un immobile), oppure da somme accantonate dal reddito da lavoro.
    Quanto alla propensione al rischio, la domanda è: "chi ha piacere nel perdere i propri soldi?". Detto questo, ecco qualche indicazione che vale la pena di seguire quando si decide di investire i risparmi:

1) Dedicare tempo ad acquisire informazioni sui mercati finanziari e sui prodotti di investimento, "basta pensare a quanto tempo impieghiamo a fare la spesa al supermercato per risparmiare pochi euro".


    2) Chiarirsi bene quali sono gli obiettivi dei propri investimenti.


    3) Andare periodicamente in banca e parlare con il proprio consulente per tenersi aggiornati sull'andamento degli investimenti, perché "l'occhio del padrone ingrassa il cavallo, ed i soldi non fanno eccezione".


    4) "Investi solo in ciò che capisci". Lo diceva Warren Buffett e questo spiega la sua fortuna.


    5) Decidere quale parte del proprio patrimonio finanziario investire in sicurezza e quale parte a rischio.


    6) A fine 2015 la teoria classica del rischio direttamente proporzionale al rendimento è venuta meno, visto che ormai i rendimenti sono vicino allo zero ma i rischi sono tutti bene presenti sul mercato. E' quindi fondamentale chiedere alla propria banca il rendimento a scadenza delle obbligazioni in portafoglio o del fondo di investimento che le contiene (ovvero il rendimento tenuto conto del prezzo del titolo, della cedola e della scadenza").

7) Nel caso di obbligazioni chiedere alla banca se il titolo presenta rischi che possano comportare perdite del capitale investito; se sì farsi precisare, possibilmente formalmente, l'entità di tale possibile perdita, per evitare come è capitato che il risparmiatore per avere maggiore rendimento abbia comprato un bond bancario subordinato e la banca non lo abbia informato che questa obbligazione equivale a capitale di rischio.


    8) Per quanto concerne l'investimento azionario, comprendere se la banca propone un metodo/programma di investimento o "vende" tout court un prodotto.


    9) Una buona regola generale è quella di investire in soluzioni il più possibile sicure il proprio stock di ricchezza e di investire a rischio, ovvero sui mercati azionari, il proprio surplus reddituale accantonato mensilmente/annualmente.


    10) Se non si ama il rischio è necessario tenere bene a freno ogni aspirazione a rendimenti superiori a ciò che il mercato propone.
   

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