Intesa San Paolo, 475 milioni per salvataggio banche

La banca finanzierà il fondo di risoluzione con 1,33 miliardi di euro di prestiti.

La partecipazione al salvataggio dei quattro istituti italiani in crisi costerà a Intesa Sanpaolo 475 milioni di euro. Lo comunica in una nota l'istituto guidato da Carlo Messina. La banca finanzierà il fondo di risoluzione con 1,33 miliardi di euro di prestiti.

Anzitutto Intesa Sanpaolo erogherà a favore del fondo di risoluzione - incaricato di salvare Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti - un finanziamento da circa 780 milioni di euro, corrispondente alla quota di pertinenza di un finanziamento complessivo di 2.350 milioni di euro, che verrà rimborsato a dicembre 2015 con i contributi che saranno stati versati al fondo dal sistema bancario italiano. Al fondo di risoluzione verrà concesso un secondo finanziamento da 550 milioni, pari alla quota di pertinenza di un finanziamento da 1.650 milioni, con scadenza a 18 mesi meno un giorno, a fronte del quale la Cassa Depositi e Prestiti ha assunto un impegno di sostegno finanziario in caso di incapienza del Fondo.
    Quanto agli oneri del salvataggio, includono un contributo straordinario al Fondo pari a circa 380 milioni di euro ante imposte, che impatteranno sul conto economico del quarto trimestre, in aggiunta ai circa 95 milioni relativi al contributo ordinario per il 2015 già spesati nel primo semestre dell'anno.
   

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