G20: Incertezza su decisioni Fed su tassi fa male a mercati

Milano peggiore in Europa. Fmi, Yellen aspetti su stretta

Giornata negativa per le Borse europee, con Piazza Affari maglia nera. Pesano le preoccupazioni di Draghi e il timore di una stretta dei tassi Usa. L'Fmi chiede alla Yellen di aspettare momenti migliori.

Pessima giornata per Piazza Affari, che ha perso il 2,35% finale con l'indice Ftse Mib a 21.859 punti e il 2,19% con l'Ftse All share a quota 23.585: un calo che ne fa con Madrid la Borsa peggiore della seduta in Europa, dove tutti i mercati hanno chiuso comunque in negativo sulle poche novità emerse dal discorso di Draghi e soprattutto il timore di una stretta per i tassi Usa. A Milano sono scivolate in particolare Exor (-6,45% a 41,95 euro dopo il collocamento di azioni proprie per il 4,87% del capitale) e Unicredit che, dopo anche stop in asta di volatilità, ha perso il 5,49% finale a un prezzo 5,59 euro dopo la trimestrale e le le misure annunciate che potrebbero non rafforzare il capitale abbastanza da scongiurare il rischio che la banca possa in futuro ridurre la percentuale di utili destinata a dividendi. Male anche Saipem (-4,5%), Unipol (-4,1%) e Cnh (-4%), con Mps che ha ceduto il 3,1% finale. Minore il calo per Intesa (-1,2%), ha tenuto Bper (-0,2%), in controtendenza A2A (+0,5%), Tod's (+1,8%) e in particolare Yoox (+2,93% finale a 32 euro dopo i conti). Tra i titoli a minore capitalizzazione, Astaldi ha perso il 18%, Maire Tecnimont e Rcs il 7% mentre ha chiuso in forte rialzo (+6%) Salini Impregilo dopo i conti trimestrali e soprattutto l'acquisizione di Lane Industries, il maggiore costruttore di autostrade e produttore privato di asfalto Usa.

Obama, crescita lenta, agire per rafforzarla - ''L'economia globale sta crescendo, ma cresce troppo lentamente. E il mio messaggio al G20 sara' chiaro: abbiamo bisogno di agire per rafforzare la crescita in modo che ne possano beneficiare tutti'': lo afferma il presidente americano, Barack Obama, in un'intervista sul Financial Times.

Fmi, Fed dipenda da dati su tassi, aspetti inflazione - La Fed deve restare dipendente dai dati nel valutare un possibile aumento dei tassi di interesse. Un aumento dovrebbe attendere fino a che la forza del mercato del lavoro sara' accompagnata da chiari segnali di un aumento dell'inflazione verso l'obiettivo del 2%. Lo afferma il Fmi nel documento preparato per il G20 in Turchia. ''E' cruciale una strategia di comunicazione efficace, soprattutto in un momento di maggiore volatilita' sui mercati finanziari''.
La ripresa economica globale resta debole e potrebbe 'deragliare' se le transizioni in non sara' navigata con successo. Insiste il Fmi. Il riferimento e' alla transizione cinese, a quella verso una politica monetaria non piu' di tassi zero da parte della Fed e alla transizione della fine del 'super ciclo' delle commodity. Poi rivolgendosi alla Banca centrale europea. L'inflazione resta bassa nell'area euro. ''Un forte impegno ad attuare pienamente il piano di acquisto di asset e aggiustarlo se necessario aiutera' la Bce a centrare l'obiettivo della stabilita' dei prezzi''.

Yellen, crisi ha avuto effetto su Usa  - La crisi finanziaria ha avuto un ''effetto profondo'' sull'economia americana, cambiando la percezione della politica monetaria. Lo afferma il presidente della Fed, Janet Yellen, sottolineando che la politica monetaria puo' essere trasmessa anche tramite nuovi canali e bisogna fare attenzione. ''E' essenziale'' capire gli effetti della regolamentazione e i possibili cambi nell'intermediazione finanziaria dell'attuazione della politica monetaria e della trasmissione''.

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