Italia Paese del contante, 82% pagamenti è cash

In Germania nessuna soglia, in Francia 'tetto' a mille euro

Il contante è una passione tutta italiana. Tramite banconote avviene nel nostro Paese l'82% delle transazioni (contro una media europea del 60%), pari al 67% del loro valore. Secondo i dati di Mef e Agenzia delle Entrate il costo di tale predilezione si aggira sui 4 miliardi per le banche, che ne devono peraltro garantire la gestione e la sicurezza, e di 8 miliardi per il sistema Paese. Il limite all'utilizzo del contante è da anni al centro della battaglia politica, tra chi vede nella circolazione del cash una spinta all'evasione fiscale, e punta quindi ad arginarlo il più possibile, e chi invece, come Ncd, Scelta Civica e Lega, difende soprattutto gli interessi del mondo del commercio e delle professioni, proponendo - in ogni provvedimento utile - emendamenti volti ad innalzare l'attuale soglia dei 1.000 euro.

Il tetto è stato imposto dal Governo Monti nel 2011, con il cosiddetto SalvaItalia, che ha rivisto il precedente limite di 12.500 euro (con una breve parentesi di 2.500 euro rimasta in vigore per pochi mesi). Il divieto di trasferire denaro contante oltre i 999,99 euro si impone a qualsiasi titolo e tra soggetti diversi, siano essi privati, quindi anche nel caso di affitti, o pubbliche amministrazioni. Dal primo luglio 2012, anche la P.A. nel versare pensioni o stipendi superiori a mille euro, deve infatti valersi unicamente di pagamenti elettronici (bonifici su conto bancario o postale, libretto postale o una carta prepagata abilitata). Una volta depositato in banca, il denaro può essere prelevato. Una possibilità di deroga c'è ma vale solo per i cittadini non appartenenti all'Unione europea che possono effettuare pagamenti con denaro contante fino a 15.000 euro. La deroga è stata necessaria per venire incontro soprattutto alle esigenze di turisti russi o asiatici. Lo stesso limite di 1.000 euro è applicato, tra i Paesi Ue, dal Portogallo e, dallo scorso primo settembre, anche dalla Francia, che prima lo aveva a 3.00 euro. In Spagna il tetto è di 2.500 euro e in Belgio di 3.000. Germania, Austria e Slovenia non applicano alcuna soglia.

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