Cheek, Luna di miele a Cape May

Due sposi e la fine dell'innocenza, nei rassicuranti anni '50

(di Marzia Apice) (ANSA) - ROMA, 14 SET - CHIP CHEEK, LUNA DI MIELE A CAPE MAY (Einaudi, traduzione di Giovanni Garbellini, pp.272, Euro 19.50). L'America rassicurante, ingenua ma anche cattiva e bacchettona dei mitici anni '50; un luogo da sogno, tuttavia ormai deserto e reso malinconico dalla fine dell'estate, con l'oceano e il cielo plumbeo che stanno per accogliere il freddo dell'autunno. Due sposi in viaggio di nozze, inesperti di se stessi e del mondo, teneramente innamorati dell'amore, del tutto ignari degli abissi di confusa disperazione che esso a volte può provocare. Impossibile non cedere al fascino di "Luna di miele a Cape May", primo romanzo di Chip Cheek edito in Italia da Einaudi. Il libro racconta la storia di Effie e Henry, freschi di studi e di matrimonio, che arrivano dalla Georgia rurale a Cape May, ambito luogo di villeggiatura del New Jersey: li seguiremo giorno dopo giorno nelle settimane della luna di miele, assisteremo alla loro "prima volta", vivremo aspettative e qualche prima delusione, conosceremo nuove persone insieme a loro e scopriremo quanto possa essere conturbante, trasgressivo, scabroso il sesso. Ma l'autore nel libro avrà cura di accompagnarli (e noi con lui) per molti anni ancora, quando ormai il viaggio di nozze sarà solo qualcosa da archiviare nella memoria e di cui non parlare, arrivando fino alla fine delle loro esistenze, così da farci comprendere tutto ciò che hanno vissuto. C'è un senso di attesa in ogni pagina, come se qualcosa di sconvolgente dovesse accadere. E in effetti è così perché, le vite di Effie e Henry a Cape May stanno per essere stravolte da circostanze inaspettate, nelle quali entrambi sono sia vittime che carnefici. Il libro è una lunga, meticolosa preparazione a quel momento specifico in cui si perde irrimediabilmente l'innocenza: tutte le granitiche certezze crollano, l'ingenuità si incrina (e con essa anche qualche sogno) e una nuova consapevolezza prende piede. È ciò che accade ai due protagonisti: entrambi si rendono conto che no, non tutto è solo bianco o nero, perché esistono anche sfumature inattese e persone "diverse", nel bene e nel male; incredula e scioccata, la giovane coppia comprende che non si smette mai di conoscere se stessi e che a volte ognuno di noi può essere capace di fare cose fino a un istante prima neppure immaginate. In fondo, è un passaggio naturale del diventare adulti: ma a Effie e al suo sposo, così radicalmente immersi nel puritanesimo degli anni '50, così convinti di ciò che è bene fare e di ciò che invece è disdicevole, questo sembrava non poter accadere mai. Avrebbero dovuto vivere una vita senza scossoni, forse felice, di certo serena, agiata, fatta di lavoro, di chiesa la domenica e di figli da crescere. Ma non accadrà, perché l'autore ha per loro altri piani: e sarà il sesso a scatenarli. In pagine accattivanti, amare, nostalgiche, euforiche e spesso permeate da un irresistibile erotismo, Cheek fotografa ogni passaggio dell'evoluzione della coppia. Sia Henry che Effie sono indagati con persistenza attraverso parole accurate, mai scelte a caso: al lettore, come un testimone privilegiato e muto, viene data la possibilità di entrare nelle loro menti e nei sentimenti, di ascoltare i loro pensieri e di notare come i due compiano azioni che contrastano con ciò che credono di pensare. I protagonisti si scopriranno cinici, soli e fragili, e ancora, dopo un primo smarrimento, molto desiderosi di prendere tutto quello che la vita ha da offrire, anche calpestando gli altri se serve. E non importa se "gli altri" sono la propria moglie, o il proprio marito: Effie e Henry hanno imparato che tutto in fondo può essere negato e messo a tacere nella propria coscienza. Verrà il momento di dare conto delle proprie azioni, ne sono convinti, perché così è stato insegnato loro: ma ci sarà tempo, e sarà un problema da affrontare in un'altra vita.
    (ANSA).
   

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