Rachel Kushner, le mie vittime-carnefici

Autrice americana in Italia con 'Mars Room'

(ANSA) - ROMA, 25 GIU - RACHEL KUSHNER, MARS ROOM (EINAUDI, PP 332, EURO 20,00). Se entri negli ingranaggi crudeli della giustizia non hai più scampo. 'Mars Room', il nuovo romanzo della scrittrice americana Rachel Kushner, ci fa entrare in un mondo spietato, ci spinge a chiederci quale sia il confine tra bene e male, tra colpevolezza e innocenza attraverso la storia della spogliarellista Romy Hall che deve scontare due ergastoli.
 La conosciamo nelle strade deserte della notte californiana su un cellulare della polizia che sta trasferendo le detenute. Di lei sappiamo che ha ucciso un uomo che la perseguitava.
    "Sono sempre stata affascinata da figure come Romy che per me esprimono il massimo del coraggio e della libertà. Persone che si sono distrutte, che hanno vissuto solamente nel presente, mai nel futuro perchè sapevano che non lo avrebbero avuto. E per me in questo tipo di atteggiamento nei confronti della vita ci sono una grande dignità e coraggio. Scrivere questo romanzo è stato un omaggio nei confronti di queste persone che erano quelle che ammiravo di più quando ero ragazza" racconta all'ANSA la Kushner, 51 anni, che è nata in Oregon, è cresciuta a San Francisco dove si è trasferita a 11 anni e vive a Los Angeles.
    L'autrice di 'Braci nella notte' e 'I lanciafiamme', indicata da molti come l'erede di Don DeLillo, è in Italia per il festival internazionale Letterature e il 25 giugno salirà sul palco della Basilica di Massenzio con Tayari Jones, Ayesha Harruna Attah e Michela Marzano in una serata dedicata all'Etica dei sentimenti.
    "E' stato DeLillo a scegliere il titolo di questo romanzo. Io ne avevo in mente uno provvisorio molto diverso e all'inizio non ero sicura che Mars Room andasse bene, poi ho capito che DeLillo aveva ragione: in Mars c'è la componente aliena, sconosciuta, lontana del pianeta Marte e room rimanda a qualcosa di solitario, la stanza in cui uno sta chiuso, è più intimo come concetto" spiega la scrittrice. E aggiunge: "DeLillo è uno dei più importanti scrittori viventi e le sue opere hanno significato molto per me. Gli mandai il mio primo libro e lui mi rispose che apprezzava molto il mio lavoro. E' stato generoso.
    Il suo supporto mi ha incoraggiata, mi ha dato grande forza. Lo considero il mio consigliere. Ora abbiamo la stessa editor e siamo amici. E' chiaro che non siamo allo stesso livello, lui è molto più avanti di me dal punto di vista artistico, ma ci sono delle cose che ci uniscono come scrittori: siamo curiosi delle dinamiche del mondo e coltiviamo l'humor e l'ironia", sottolinea la Kushner che conosce bene il panorama che racconta in 'Mars Room' dove ha attinto ai suoi ricordi d'infanzia e al suo impegno con i detenuti.
    "Romy viene dal mio quartiere, i suoi amici sono i miei amici, non si tratta di un romanzo autobiografico però mi ha dato l'opportunità di capire che cosa è successo a queste persone con cui sono cresciuta e che hanno avuto un percorso di vita tanto diverso dal mio. Anche se non sono mai stata in prigione e sapevo che non ci sarei mai finita perché ho avuto dei genitori che mi volevano bene, mi seguivano ed erano istruiti, sono cresciuta in un contesto in cui tanti dei ragazzi che frequentavo sono finiti in prigione. Scrivere questo libro è stato un po' come esorcizzare i fattori negativi che hanno fatto parte della mia infanzia a San Francisco che all'epoca era un luogo abbastanza oscuro, provinciale e anche con delle profonde spaccature sociali". In realtà questo libro non parla solo del carcere: "per capire la realtà della California di oggi bisogna comprendere gli strati più bassi della società. Ci sono tantissime persone che se diventano visibili agli occhi della macchina della giustizia poi non sfuggono più. Conosco bene la situazione perché molto spesso lavoro con degli ergastolani, sono una specie di mentore che li aiuta a iniziare a scrivere", sottolinea. E annuncia: "un produttore molto noto mi ha fatto un'offerta per realizzare un film da Mars Room e una scrittrice che a me piace molto, Ottessa Moshfegh, ha scritto la sceneggiatura, ma Hollywood è un mondo molto irreale".
    A Letterature leggerà un "breve brano, 'La grande eccezione', che riguarda l'epistemologia e la violenza nel nuovo mondo" e poi la Kushner che ha studiato e parla italiano, andrà in Umbria, a Civitella Ranieri, dove lavorerà alla stesura del nuovo romanzo. "Sarà completamente diverso da Mars Room. Ho deciso di andare alla radice dell'uomo, dell'umanità, sarà un romanzo dedicato agli esseri primitivi. Ci vorranno 5 anni per scriverlo".
   

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