Michaelides, La paziente silenziosa

Il potere evocativo del silenzio nel noir dell'autore cipriota

(ANSA) - ROMA, 12 GIU - ALEX MICHAELIDES, LA PAZIENTE SILENZIOSA (Einaudi, pp. 352, 18 Euro). E' un racconto lucido, a tratti freddo, che porta fin dentro ai labirinti della mente, quello che il cipriota Alex Michaelides costruisce nel suo primo romanzo "La paziente silenziosa", edito da Einaudi (traduzione di Seba Pezzani). La scrittura fluida e la trama che si irrobustisce con tanti elementi dotati di suspense (come piccoli ami a cui i lettore inevitabilmente abbocca), l'affascinante e intelligente rimando all'Alcesti di Euripide sono i punti di forza di un libro già di successo (è in corso di traduzione in 42 Paesi) che celebra il potere evocativo del silenzio. Un giallo elegante, che sembra essere un vero e proprio flusso di coscienza e che è costruito sull'apparente e ostinata assenza (emotiva, non fisica) di uno dei due protagonisti: a scrivere in prima persona è lo psicologo criminale Theo Faber che sceglie di curare Alicia Berenson, artista di successo che ha buttato all'aria la propria vita uccidendo il marito Gabriel.
    Dalla sera dell'omicidio, Alicia decide infatti di non parlare più lasciando al suo ultimo quadro, dal titolo Alcesti, la responsabilità di provare a spiegare qualcosa di ciò che è accaduto: Theo però non si rassegna e, trovato lavoro nell'ospedale psichiatrico dove è rinchiusa la donna, pur di farle ritrovare la parola è disposto a tutto, anche a iniziare con lei una terapia che diventa un gioco subdolo e manipolatorio. Nel libro Michaelides affida allo psicologo il compito di raccontare una vicenda enigmatica e dai risvolti agghiaccianti attraverso le pagine di un diario sincero, perfino spietato a volte. Un diario che ne contiene in sé anche un altro, quello della paziente Alicia, chiusa nel suo silenzio. C'è dunque una duplice confessione, ma attenzione perché le cose non sono quelle che sembrano: la narrazione, appassionante ma sempre misurata, alla fine tassello dopo tassello offrirà al lettore la soluzione, svelando come sono andati i fatti, lasciando però spazio anche alle ferite interiori, al passato ingombrante e ai legami, invisibili e non, che uniscono i protagonisti di questa storia. Tuttavia, un ulteriore elemento arricchisce il romanzo: il racconto, se da un lato chiarisce gli eventi che compongono questa tragedia, dall'altro lascia intatto il mistero: l'autore infatti, con un chiaro talento nel costruire la suspense e la psicologia dei personaggi, accende i riflettori sull'infinita complessità della mente umana, ne esalta la bellezza a volte inquietante, la osserva con fare scientifico e ne rimane abbagliato, ma senza aver la pretesa di svelarne gli enigmi, lasciando a chi legge la libertà delle proprie riflessioni.
   

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