'La rampicante' di Davide Grittani

Adozione, trapianti d'organo e disagi nel nuovo romanzo

(ANSA) - ROMA, 27 NOV - DAVIDE GRITTANI, LA RAMPICANTE (LIBERARIA, PP 240, EURO 16,50) L'adozione, i trapianti d'organo, ma soprattutto la voce inascoltata dei bambini. Davide Grittani nel suo nuovo romanzo 'La rampicante' si confronta con temi spinosi, duri, per raccontarci la nobiltà del dono e quanto sia cinico il destino.
    Liberamente ispirato a una storia realmente accaduta all'inizio degli anni Novanta, il libro, pubblicato dalla casa editrice LiberAria, ripercorre l'avventura umana di Riccardo Graziosi, dall'adolescenza all'età adulta, dai suoi 15 ai 30 anni. Un ragazzo che scopre di essere stato adottato, che si dovrà confrontare con una figura paterna negativa, quella di Cesare Graziosi, un usuraio, al quale il destino riserva un grande dono: un trapianto d'organi che a poco più di sessant'anni lo riporterà in vita. Un ragazzo che si misura con ipocrisie, inganni e vendette, che nel suo cammino incontra Edera, una bambina abbandonata, che tutti chiamano "la figlia della scema", colpita da una grave forma di paracusia, cioè di allucinazioni uditive. Edera sente nella sua testa voci che la turbano profondamente e che le causano gravi crisi epilettiche, ma che al tempo stesso le donano una grande e misteriosa saggezza. Riccardo vuole salvarla, prendersi cura di lei.
    "Il senso profondo di questo personaggio è che noi non vogliamo ascoltare i bambini, le cose che hanno da dirci.
    Preferiamo ignorare ciò che pensano e che dicono di pensare per non sentirci impreparati, nudi, di fronte alla nostra responsabilità di averli lasciati soli nel mondo" dice all'ANSA Grittani, giornalista e scrittore, 48 anni, autore di altri due romanzi tra cui 'E invece io' (Biblioteca del Vascello), presentato al Premio Strega 2017.
    Ed è proprio a Edera, forse il personaggio più riuscito della storia, sicuramente il più toccante, che Riccardo pensa mentre è disteso a terra, sull'asfalto, dopo un incidente in auto. Lo incontriamo in questa condizione la prima volta, il 6 novembre 2016, e torniamo a questo tragico giorno alla fine del romanzo.
    In mezzo la sua vita dal 2001 a quel momento. L'ambientazione è in un posto chiuso, medievale, Sant'Elpidio a Mare, nelle Marche.
    "E' una storia di crudeltà e violenza unica. A ricevere in dono gli organi è un usuraio, una persona schifosa che non meriterebbe un dono così grande" spiega l'autore che ci mostra quanto sia "cinico il destino e perversa la casualità della fortuna". Raccontare un "argomento non certo comodo" come quello dei trapianti apre anche il capitolo sulla curiosità morbosa sull'identità dei donatori di organi, ma per Grittani non è questo il nodo centrale della questione bensì la consapevolezza dell'importanza di un dono che dal buio riporta alla luce. E dove la domanda fondamentale, come ha scritto del libro Dacia Maraini, è: "ci siamo meritati tutto ciò che abbiamo avuto?". Un romanzo ambizioso, come dice lo stesso autore, che non ha avuto paura di occuparsi di diverse cose, compreso l'ultimo terremoto nelle Marche del 2016. 
   

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