Regge italiane, storia nella pietra

Da Roma a Caserta, viaggio nell'autocelebrazione di papi e re

(ANSA) - ROMA, 11 OTT - ANDREA MERLOTTI, ANDARE PER REGGE E RESIDENZE (il Mulino, pp.152, 12 Euro). Lo sfarzo e la bellezza, ma soprattutto le esigenze politiche e la brama di potere: sono dei veri e propri libri di storia fatti di pietra i palazzi reali presenti in tutto il territorio italiano secondo lo storico Andrea Merlotti, che ne scrive nel suo "Andare per regge e residenze" (il Mulino). Da Nord a Sud, questi gioielli architettonici, che nell'ultimo secolo sono divenuti luoghi identitari, simboli di un territorio e di una tradizione, arricchiscono la penisola: sono tanti i palazzi, le ville e i castelli dal carattere regale, anche se, spiega l'autore, "nel 1612 in Italia non vi erano re, con l'eccezione del papa".

Nel libro Merlotti imposta il racconto con un ordine cronologico, prendendo come riferimento l'età moderna e contemporanea, e restringe l'analisi ai palazzi di sovrani che furono re, con l'unica eccezione dei Medici. Il viaggio inizia da Roma, dagli splendidi Palazzi Vaticani, che divennero simbolo della superiorità del potere dei papi su quello dei sovrani - si comincia con papa Giulio II Della Rovere, che affidò la decorazione di uno degli appartamenti a Raffaello -, e dal Quirinale, nuova reggia nata nel '600. Il percorso prosegue con Palazzo Vecchio a Firenze, e poi via via, passando dal Palazzo Reale di Torino e la reggia di Venaria, il Palazzo Reale di Napoli e le regge di Caserta e Colorno (quest'ultima è "Versailles d'Italia", secondo il volere di Filippo di Borbone e di sua moglie Luisa Elisabetta), si arriva al Palazzo Reale di Milano e alla Villa di Monza, che divennero le principali residenze di Napoleone come re d'Italia, fino a Venezia, Cagliari, Palermo e Genova. 

Se il libro è costellato di bellezza, al suo centro c'è la storia: pur raccontando infatti l'opera di architetti come Juvarra, Vanvitelli e Piermarini, di grandi artisti e letterati, Merlotti si concentra sui sovrani (papi, re, duchi) e sulla loro capacità di magnificare se stessi attraverso la committenza di palazzi e residenze. Questi edifici, con la loro maestosità e le loro preziose decorazioni, sono "espressione materica del potere dei re", in grado di esprimere "il codice storico-politico su cui questi fondavano la propria sovranità".

 Oggi, quando ormai la monarchia è lontana nel tempo, li ammiriamo per le loro fattezze, ma dobbiamo pensare che all'epoca della loro costruzione gli elementi che li caratterizzavano erano metafore politiche, non certo meri richiami all'estetica. Ecco perché gli artisti erano autori delle regge tanto quanto i sovrani stessi, ed ecco perché varcando quei regali cancelli, osservando i marmi e gli stucchi, le pietre e il legno, possiamo entrare direttamente nel nostro passato, in un percorso che coniuga "matericamente" storia e arte.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA