Hendrix '68, ricordi dal tour italiano

Tra i fan Carlo Verdone, Berté e Zero a Roma, Equipe 84 a Milano

(ANSA) - MILANO, 24 APR - ENZO GENTILE E ROBERTO CREMA, 'HENDRIX '68 - THE ITALIAN EXPERIENCE' (JACA BOOK, PP. 274, 35,00 EURO) Era un'epoca senza smartphone in cui poteva succedere di tutto, persino che un musicista di culto si innamorasse di una band di giovanissimi, sentita per caso in un locale, tanto da chiedere loro di aprire il suo concerto e di seguirlo in America. E' uno degli aneddoti raccolti in "Hendrix '68 - The Italian Experience", di Enzo Gentile e Roberto Crema, dedicato a quella prima e unica volta in cui Jimi Hendrix e i suoi Experience vennero in tour in Italia, nel maggio 1968, a Milano, Roma e Bologna.
    Di quel tour non esistono testimonianze audio e video, ma solo il ricordo indelebile di chi è riuscito ad ascoltare dal vivo il più grande chitarrista della storia del rock. Ecco quindi raccolti, insieme a foto inedite, una selezione di articoli e riviste di quell'epoca, biglietti e altri memorabilia, le testimonianze di chi partecipò a quei live unici, a partire da quella di Carlo Verdone, che firma la prefazione del volume, in uscita il 26 aprile.
    "Quella volta di Jimi Hendrix al Brancaccio - scrive Verdone - fa parte delle esperienze indelebili, una di quelle serate indimenticabili trascorse insieme alla musica di un artista che all'epoca scandiva le ore delle nostre giornate di ragazzi amanti del rock e assetati di novità". "Ricordo bene - aggiunge l'attore e regista romano - le sensazioni di quell'appuntamento con la storia, dell'impazienza del pubblico: nessuno di noi aveva voglia di sentire altro... Si aveva l'impressione di essere al cospetto di un vero evento, e Roma si era mobilitata.
    Erano presenti anche diversi personaggi dello spettacolo arrivati per curiosità o perché semplicemente quello era il posto in cui essere, un'occasione da non lasciarsi sfuggire, che attirava anche oltre il circuito degli appassionati di musica".
    Tra i volti celebri accorsi al Brancaccio Florinda Bolkan, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni, e ad aprire il live l'esibizione dei giovanissimi ballerini Renato Zero e Loredana Berté. Nel libro, non solo il racconto del concerto, ma anche della 'dolce vita' di Hendrix, in giro di notte tra il Colosseo, Villa Borghese e il Titan Club, dove invita i Fholks ad aprire il suo concerto del giorno dopo e a seguirlo in America, proposta che i ragazzi devono declinare a causa del servizio militare. Tra una groupie e l'altra, Hendrix si spara "un piatto di spaghetti, uno di fettuccine, un filetto alto qualche centimetro e un fiasco di vino" da Alfredo, dove improvvisa una session suonando la chitarra dietro la schiena.
    A Milano, invece, grazie a Ines Curatolo, dopo il concerto al Piper, che inizia con ore di ritardo e una ressa pazzesca di giovani, tra cui Ricky Gianco, finisce a Villa Bodoni, residenza-comune dell'Equipe 84. "Domande non gliene rivolsi molte, era lui - ricorda Vandelli - che parlava a ruota libera: non conosceva la musica italiana e voleva saperne di più, così andai a prendere un disco dell'Equipe 84, dove io sul finale avevo copiato spudoratamente, e anche in malo modo, un suo assolo. Gli faccio sentire e lui alla fine riconosce la copiatura schifosissima dell'assolo, si alza in piedi, mi abbraccia e mi dice: 'Thank you very much'".
    A Bologna sono i Meteors, dove milita un giovanissimo Dodi Battaglia, ad aprire il suo concerto: "Noi spudoratamente suonammo Stone Free e Foxy Lady; avevamo in repertorio anche Hey Joe. Avemmo l'ardore - ricorda Battaglia - di suonarle prima del suo concerto forse perché eravamo giovani, incoscienti totali". Anche Maurizio Solieri e Andrea Mingardi sono tra gli spettatori del live, che chiude il breve tour italiano, ricordato anche nella mostra, curata sempre da Enzo Gentile e Roberto Crema, "Hey Jimi - The Italian Experience 1968", ospitata alla Triennale di Milano dal 16 maggio al 3 giugno.(ANSA).
   

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