Mercuri, 15 anni di delitti italiani

Serie di omicidi e suicidi, con lo sfondo del Paese che cambia

(di Marzia Apice) (ANSA) - ROMA, 10 APR - ROBERTA MERCURI, REPERTORIO DEL DELITTO ITALIANO. Omicidi, stragi e suicidi compiuti in Italia 2000-2015 (Edizioni Clichy, pp.586, 20 Euro). Indicare il luogo, l'ora e il modo dei delitti, perché contano i fatti e servono poche parole, anche se scelte accuratamente. E poi, per raccontare in modo efficace gli oscuri meandri della natura umana e l'efferatezza di alcuni crimini, è inutile aggiungere aggettivi e orpelli, né tanto meno giudizi non richiesti.
    Risiede principalmente qui, nella sottile e penetrante eleganza del linguaggio, il fascino inquietante del Repertorio del delitto italiano (Edizioni Clichy), libro in cui la giornalista Roberta Mercuri raccoglie gli omicidi, le stragi e i suicidi compiuti in Italia dal 1° gennaio del 2000 fino alla notte di Natale del 2015. Le storie raccontate - tutte vere e apparse in 5000 battute nella rubrica Delitti e suicidi del Foglio del lunedì redatta dal 1996 dalla Mercuri - sono suddivise in base alla modalità usata per dare o darsi la morte, tra accoltellati e strangolati, avvelenati e pestati di botte, passando per impiccati, gettati nel vuoto, stritolati, fatti a pezzi, e così via. Tra le pagine il lettore ritroverà nomi noti balzati improvvisamente agli onori della cronaca, vittime e carnefici insieme. Ci sono grandi personaggi come Mario Monicelli e Franco Lucentini, entrambi suicidi, e i 'fidanzatini' adolescenti Erika e Omar che a Novi Ligure massacrarono a coltellate la mamma e il fratello dodicenne della ragazza. Non mancano Pippa Bacca, performer milanese e nipote dell'artista Piero Manzoni, che fu violentata e poi strangolata da un balordo in Turchia. Tantissime le donne 'comuni', come Elena Ceste, uccisa dal marito, e Giovanna Reggiani, che trovò la morte nella stazione romana di Tor di Quinto dove fu stuprata e pestata di botte da un giovane rumeno, così come le ragazze strappate alla vita, tra cui Chiara Poggi, Yara Gambirasio e Serena Mollicone. Fino ad arrivare ai nomi che fanno stringere di più il cuore, quelli dei piccoli Samuele Lorenzi e Tommaso Onofri, la cui tragica fine provocò tanto sdegno e dolore nell'opinione pubblica. Anche se chi legge si lascerà trasportare da curiosità e ribrezzo per tanta violenza, dalla penna dell'autrice riceverà la freddezza di un tono indifferente e non avrà ne più né meno che scarni e nudi dettagli, sufficienti a far comprendere gli eventi. Nessun elemento per indicare lo svolgimento delle indagini, nessuna concessione alla morbosità. Ed è qui la bravura della Mercuri, che ha appreso tutto dal maestro Giorgio Dell'Arti, autore della prefazione del libro e direttore dell'edizione del lunedì del Foglio. Accanto ai delitti eccellenti, poi, il lettore ne troverà ovviamente moltissimi altri, la maggior parte ormai sconosciuti o dimenticati, riportati in modo stringato in una lunghissima e cupa fila di nomi ed esistenze accomunate da una morte violenta. Se le armi sono le più disparate - pistole e coltelli, ma anche martelli e balestre, cappi e forbici - varie lo sono anche le condizioni sociali di vittime e carnefici: ci sono i ricchi e i poveri, gli aristocratici e gli ex detenuti, gli intellettuali, i contadini e i malati di mente. Sullo sfondo resta la nostra società che, mentre si evolve, prova a fare i conti con le sue storture, con le sue sacche di nevrosi e solitudini, tra violenze e follie di disumanità, senza riuscire né ad arginarle né a prevenirle.(ANSA).
   

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