Coreana Kang, la mia donna-pianta

Vincitrice Man Booker Prize 2016 in Italia con 'La vegetariana'

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 25 OTT - HAN KANG, LA VEGETARIANA (ADELPHI, PP 176, EURO 18,00). Una donna che vuole diventare una pianta.
    Difficile da credere, soprattutto se questo è il desiderio di una moglie ubbidiente e rispettosa, di una persona comune, senza particolari difetti né speciali forme di attrazione, dalla quale non aspettarsi sorprese o colpi di scena. Eppure è quello che accade, dopo aver fatto uno strano sogno di sangue e boschi scuri, a Yeong-hye nel romanzo 'La vegetariana' (Adelphi) della scrittrice coreana Han Kang. Con questo libro, scelto fra 155, ha vinto il Man Booker International Prize 2016 per la sua "potenza e originalità indimenticabili" e si fa conoscere in Italia dove il romanzo esce per Adelphi nella traduzione di Milena Zemira Ciccimarra.
    "Nel 1997 ho scritto un racconto breve con la storia di una donna che si trasformava davvero in una pianta. Il marito la metteva in un vaso e la annaffiava e in autunno si chiedeva se questa pianta sarebbe fiorita di nuovo. Avevo la sensazione di una storia non finita e sentivo di dover lavorare di nuovo su questa immagine. Yeong-hye è una donna che si vuole trasformare in una pianta e rifiuta la razza umana" dice all'ANSA Han Kang, che dopo Torino e Milano il 27 novembre sarà a Roma.
    Il suo cambiamento e distacco dalla realtà viene raccontato in tre atti dalla scrittrice originaria della Corea del Sud, 46 anni. Yeong-hye rifiuta totalmente la carne, non la mangia né la cucina più. Ma neppure le uova, il pesce. Si nutre solo di vegetali senza possibilità di ritorno. Insomma diventa una vegetariana immersa in un mondo onirico dal quale la realtà si allontana progressivamente.
    "In Corea - spiega la scrittrice - essere vegetariani è considerato strano, ma non è molto frequente". Nella mentalità coreana, aggiunge, "non è considerata invece una cosa strana quella di trasformarsi in qualcosa di diverso da un essere umano. Si può essere stati un uccello nella vita precedente e ci si chiede cosa si potrà essere nella vita futura. Nel caso di Yeong-hye la situazione è differente perché lei vuole trasformarsi in un'altra cosa rispetto a quello che è nella sua vita adesso".
    Il libro sembra affondare le radici anche nella dimensione fiabesca, benché resti il sogno l'elemento più importante de 'La vegetariana'. "C'è un racconto breve coreano, non una fiaba, che parla di un uomo che torna a casa e si trova davanti a una miriade di piante e fiori e parla con loro, cerca attraverso questo contatto la pace interiore. Ma è l'universo onirico a essere determinante. Anche nella terza sezione la narratrice, che è la sorella della protagonista, fa riferimento al sogno e al fatto che occorrerà risvegliarsi" sottolinea.
    Al cambiamento di Yeong-hye il marito reagisce con un crescendo di rabbia che arriva al sadismo sessuale. "Contro la determinazione di questa donna c'è una grande violenza. La seconda sezione del libro è il racconto di una tragedia terribile" spiega Han Kang che ha scritto 'La vegetariana' dieci anni fa e della quale uscirà in Italia, sempre per Adelphi, nel 2018, 'Human Acts'. Ora sta lavorando a un trittico "che parla di persone alla ricerca della dignità in questo mondo" dice la Kang che è figlia dello scrittore Han Seungwon. Della situazione nel suo paese dice: "Sono tutti preoccupati in Corea del Sud. E' venuta alla luce una lista nera di artisti, scrittori, registi, controllati dal governo, che si oppongono all'attuale regime. E' stato un vero shock. Ci vorrà molto tempo perché cambi qualcosa". (ANSA).
   

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