A 20 anni morte, Malet inedito in Italia

Esce per Fazi 'Le acque torbide di Javel' con Nestor Burma

(di Mauretta Capuano) (ANSA) - ROMA, 12 MAR - LEO MALET, LE ACQUE TORBIDE (FAZI, PP. 172, EURO 14). A vent'anni dalla morte di Leo Malet esce il romanzo, finora inedito in Italia, 'Le acque torbide di Javel' con cui Fazi editore inaugura la collana 'Darkside' dedicata a tutte le sfumature del giallo di qualità. Nella nuova collezione troveranno spazio, oltre ai migliori autori pubblicati da Fazi editore negli ultimi anni - da Pierre Lemaitre a Shane Stevens - anche alcuni tra i più promettenti nuovi scrittori del panorama internazionale e italiano.
    Tra i padri del noir francese, Malet, scomparso il 3 marzo del 1996, è il creatore dell'affascinante investigatore privato sciupafemmine Nestor Burma, nato come contraltare irregolare di Maigret. E proprio Burma ritroviamo ne 'Le acque torbide di Javel' dove è alle prese con la scomparsa nel nulla dell'ex senzatetto Paul Demessy, diventato manovale aspirante meccanico, che lascia nella disperazione e senza un soldo la sua donna incinta. Romanzo della serie 'I nuovi misteri di Parigi', 'Le acque torbide di Javel' è ambientato nel XV arrondissement che Burma esplora in ogni angolo, da place de Breteuil ai dintorni di pont Mirabeau, ma non è semplice risolvere il caso attorno a cui ruotano tre stravaganti figure femminili legate a un oggetto prezioso e ad un particolare profumo: una sensitiva di origine magrebina, un'enigmatica bionda una spregiudicata ventenne.
    anarchico conservatore come amava definirsi, Malet, lo scrittore che molti hanno giudicato "non a torto" - come ricorda Corrado Augias nella copertina del libro - "migliore di Simenon", ha avuto una vita piuttosto movimentata. Rimasto presto orfano, è cresciuto con il nonno che lo ha avvicinato alla letteratura. A 16 anni ha lasciato Montepellier, dove era nato nel 1909, per trasferirsi a Parigi dove ha vissuto alla giornata facendo il manovale, l'impiegato, il vagabondo, il gestore di un negozio di abbigliamento, il giornalista, la comparsa cinematografica. Ha vissuto anche la terribile esperienza di un campo di concentramento nazista. E all'esordio, con i polizieschi nel 1941, ha usato diversi pseudonimi per firmarsi.
    Diventato famoso con l'investigatore Burma, apparso per la prima volta nel 1943 in '120 Rue de la Gare' e protagonista di una trentina di avventure, Malet anche ne 'Le acque torbide di Javel', proposto da Fazi nella traduzione di Federica Angelini, indaga nel mondo degli ultimi, nel disagio di chi vive nei quartieri popolari, costretto a fare i conti con una vita borderline e mette il dito nella piaga degli equilibri sempre più traballanti della borghesia francese. Attorno ai soldi, al sesso, alla violenza si gioca la partita anche in questa vicenda che lo porterà anche in un triste bar-pensione gestito da arabi.
    Lo stile e lo sguardo del maestro del noir entra nelle pieghe di questioni ancora attuali. (ANSA).
   

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