Cane crudo, dai Beatles alla Calabria

Una storia di mistero e potere nel romanzo di Fontana

   (ANSA) - ROMA, 02 FEB - ANTONINO FONTANA, Cane crudo (Robin Editore, pp.264, 14 Euro). I Beatles e la 'ndrangheta; una foto che non è mai uguale a se stessa e il Gioco dell'Oca; un volo che ritarda 17 minuti e i Bronzi di Riace; e poi Milano e la Calabria, lontane eppure rese vicinissime da un destino comune.
    Sembrano elementi messi a caso, l'uno accanto all'altro, in una storia che parrebbe non avere né capo né coda. E invece tutto riesce a ricomporsi come in un puzzle nel romanzo Cane crudo, scritto da Antonino Fontana e pubblicato da Robin Editore. Tanti gli input che entrano in gioco in una trama che, nelle 72 ore del suo svolgimento, fa di tutto per invogliare il lettore a girare pagina. Il giovane artista americano John Lee arriva a Milano per allestire la sua prima personale in Italia e nella casa ereditata dalla madre scopre una vecchia fotografia con quattro personaggi che sembrano proprio i Beatles. Tra questi, c'è anche il settantaduenne Paolo Marcianò (che nella foto è Paul McCartney), unico sopravvissuto tra gli uomini ritratti, dal carattere intransigente e fiero, ricchissimo proprietario di un celebre ristorante milanese e con un passato oscuro nella mafia calabrese. Quando deciderà di incontrare Marcianò, per John inizierà un viaggio del tutto singolare, che lo porterà innanzitutto a conoscere la storia dei Blacks Dogs, una band formata da quattro calabresi (il gruppo ritratto nella foto, tra cui anche suo padre) che negli anni '60 scimmiottavano i Beatles. E poi ad avere a che fare con statue di cani, con un ex frate domenicano e con una bellissima casa di fronte al mare di Scilla in cui è costretto a dormire guardato a vista. A questo intricato groviglio, si aggiunge poi l'elemento più propriamente culturale e antropologico relativo alla Calabria.
    La regione viene raccontata nella sua essenza dolce amara (complice la provenienza dell'autore, originario di Reggio Calabria), con passione e sentimento, in un ritratto che non vuole nascondere nulla. Ecco allora gli uomini, alcuni ricchi e altri miserabili, tutti legati a doppio filo alle montagne millenarie e al respiro del mare che bagna le terre aspre; ecco i paesaggi mozzafiato, in cui si consumano storie di terribile violenza; ecco infine i paesi come piccoli presepi arroccati, luoghi dal sapore antico che sono testimoni di emigrazioni forzate verso il Nord industriale. Il romanzo di Fontana scava nel tempo, o forse solo in un sogno: mentre si interroga sui misteri del quartetto di Liverpool e su una strana fotografia in cui uno dei soggetti ritratti cambia aspetto per tre volte, il libro svela l'anima più autentica del nostro Sud, senza fuggire dalle zone d'ombra.
    Spetta al lettore il compito di provare a fare luce, cercando di decifrare l'enigma immaginato dall'autore.
   

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