Jojo Rabbit, satira anti-odio sul nazismo

6 nomination per la commedia di Waititi con Scarlett Johansson

Non è certo la prima volta che la sulfurea figura di Adolf Hitler viene cucinata in commedia. È il caso anche di Jojo Rabbit del regista neozelandese Taika Waititi (What We Do In The Shadow), candidato a sei premi Oscar tra cui miglior film e in sala dal 16 gennaio con la Fox. Una singolare commedia nera con un esplicito intento morale: "Non volevo fare un film zuccheroso sul nazismo, ma piuttosto una satira anti-odio" ha sottolineato lo stesso regista che nel film interpreta Hitler. Il film racconta la storia di Jojo (Roman Griffin Davis), un ragazzino di dieci anni nella Germania nazista ormai prossima alla sconfitta, irriducibilmente fedele al Führer, tanto da averlo come amico immaginario. Dopo un incidente durante l'addestramento, il giovane, che sembra uscito da Moonrise Kingdom di Wes Anderson, scopre che la madre (Scarlett Johansson) offre rifugio a una ragazza ebrea. È troppo per lui.
    Molte delle sue convinzioni cominciano a sfaldarsi, mentre è sempre più frequente in Jojo la domanda: cosa significa davvero essere nazisti? In fondo Jojo, questa una delle tesi del film, è solo un ragazzino che non sa neppure esattamente quello che pensa in un mondo più grande di lui. Per lui e il suo amico Yorki, ci sarà comunque ancora il tempo per la redenzione, mentre il vecchio sistema in cui sono cresciuti crolla sotto gli attacchi degli alleati. Con Jojo Rabbit torna al cinema la figura di Hitler in maniera ironica dopo film come Lui è tornato e, in chiave più demenziale, Kung Fury. Una lunga linea di lavori che partono dal Grande dittatore di Chaplin fino a La vita è bella di Benigni e a Bastardi senza gloria di Quentin Tarantino, ma nel caso dell'Hitler dì Waititi la figura del dittatore ha una chiave molto macchiettistica, in fondo è solo la proiezione di un bambino. Sull'attualità del pericolo della destra estremista ha detto in un'intervista a Toronto il regista Taika Waititi, sangue maori, russo ed ebraico: "Mi sembra oggi di rivivere gli anni Trenta, quando la gente mormorava per strada: 'Hey, dopo la Prima Guerra Mondiale non commetteremo più gli stessi errori. Il mondo sarà un posto migliore'. Un'illusione. Sta succedendo di nuovo.
    L'ignoranza e l'arroganza sono un grosso difetto del genere umano. Azzerano la nostra memoria. Ecco perché è importante mettere in circolo esempi come Jojo. Dobbiamo trovare un modo nuovo e immaginifico di reagire e raccontare la storia con S maiuscola. E farci ascoltare dalle giovani generazioni". (ANSA).
   

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