Sposami stupido! meglio gay che clandestino

In sala dal 20 giugno la divertente commedia di Tarek Boudal

(ANSA) - ROMA, 15 GIU - 'Sposami, Stupido!' è una commedia francese che sembra un istant-movie per i temi toccati: la migrazione, i matrimoni gay, il problema della cittadinanza e l'incontro-scontro tra le culture. Il film di Tarek Boudali, distribuito da Koch Media dal 20 giugno, racconta di un giovane marocchino, Yassine (interpretato dallo stesso Boudali) che con tanto di biglietto aereo, grazie ai sacrifici della sua famiglia, si trasferisce a Parigi per diventare architetto, ma il destino vuole che, per colpa di una sveglia inascoltata, si addormenti da studente modello e si risvegli da immigrato illegale in Francia.
    Deve così lasciare Parigi al più presto, ma è troppa la vergogna di tornare in Marocco dove gli orgogliosi genitori lo immaginano già sistemato, come lui ha fatto credere loro.
    Yassine, dopo aver tentato ogni strada, trova come unica soluzione quella di fare la cosa più inaccettabile per la sua tradizionale famiglia marocchina: sposare un uomo. Yassine non ha nessuna inclinazione omosessuale come l'uomo che sta per sposare, ovvero Fred (Philippe Lacheau), suo migliore amico, che trova conveniente fare questo passo solo per ritardare le nozze con la compagna con la quale convive.
    Dopo il matrimonio il giovane marocchino si ritrova con i desiderati documenti di residenza, un bel lavoro e innamorato di una francesina obesa (segno di bellezza nel suo paese). Yassine potrebbe così vivere una vita davvero felice, ma non ha tenuto conto di un ispettore troppo coriaceo, Dussart (Philippe Duquesne), che ha una sola mission: indagare sui matrimoni truffa. Yassine e Fred sono davvero gay o ci fanno? Per i due amici è un crescendo di atteggiamenti omosessuali più popolari e stereotipati pur di non cadere nelle grinfie dell'eclettico ispettore Dussart, un poliziotto capace anche di travestirsi da donna pur di non essere preso in giro da un immigrato arabo.
    "L'idea è nata tre anni fa - dice Boudali, attore al suo primo film da regista - proprio quando stava per essere approvata la legge sul matrimonio gay. Ho pensato che per chi volesse ricorrere al matrimonio truffa questa cosa avrebbe aperto una nuova strada. Così ho immaginato che se mi fossi ritrovato senza un regolare permesso di soggiorno, avrei chiesto aiuto al mio migliore amico".
    "Yassin - spiega poi l'attore-regista - è in fondo un ragazzo gentile che non vuole fare del male a nessuno. Per questo si ritrova a mentire alla sua famiglia e perde pure la sua ragazza.
    È il tipo di persona che preferisce fuggire piuttosto che affrontare i suoi fallimenti. In fondo - conclude Boudali - viviamo in un'epoca in cui le apparenze sono fondamentali. Alla sua famiglia così preferisce mentire e dire che ha conseguito il diploma e ottenuto il permesso di soggiorno, tutto meno che la verità". 
   

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