Salemme, il mio omaggio a Napoli e De Filippo

In sala Una festa esagerata con Gallo, D'Aquino e Forte

Non ci si annoia e si ride con 'Una festa esagerata' di Vincenzo Salemme, commedia di derivazione teatrale che sarà in sala dal 22 marzo in 350 copie distribuite da Medusa e con la musica di Antonio Piovani. Cast perfetto (oltre a Salemme, ci sono Massimiliano Gallo, Tosca D'Aquino e Iaia Forte) per raccontare con ritmo la napoletanità e rendere poi un omaggio dichiarato a Eduardo De Filippo e a Natale in casa Cupiello: "Il mio personaggio di Gennaro Parascandolo ha lo stesso modo di guardare la vita di Luca Cupiello. È un uomo onesto, un ingenuo circondato da persone che non sono come lui.
    Un uomo che se lo si chiama 'ingegnere' dice: no! Io sono geometra".
    Siamo a Napoli a casa Parascandolo dove fervono i preparativi per la sontuosa festa dei diciotto anni di Mirea (Mirea Stellato), figlia del geometra Salemme, piccolo imprenditore edile, e dell'ambiziosa moglie Teresa (Tosca D'Aquino). Tutto è pronto: mega-catering, bomboniere, arredi e persino un cameriere indiano (in realtà di Pozzuoli) che fa tanto chic.
    Gennaro, assistito da Lello (uno straordinario Massimiliano Gallo prestato alla commedia), non troppo sveglio aiutante del portiere, sente di aver fatto tutto il possibile ed è sereno, ma il destino gli si mette contro. Al piano di sotto l'anziano signor Scamardella, che abita insieme alla figlia zitella (un brava Iaia Forte), muore. Che fare? Si può portare avanti una festa con un morto sotto casa? "Come vedo la Napoli di oggi? È difficile dirlo - spiega Salemme - perché il mio sguardo è da benestante, da privilegiato. Certo è più pulita, migliorata, arrivano i turisti da tutto il mondo, ma credo si sia intristita rispetto alla gioia che c'era negli anni Sessanta. E poi - aggiunge - sono spaventato da quello che accade in tutta Italia: ogni giorno ammazzano una donna. Oggi c'è il rapporto più basso possibile tra i due emisferi maschile e femminile. E questo non va bene. Altro che immigrazione, sono i mariti italiani che ammazzano le loro mogli".
    Ancora parlando della città, spiega Salemme: "Non mi piace la Napoli che non si mette le cinture in auto, l'illegalità diffusa. Le regole devono essere rispettate, ma di questo ha colpa anche il cattivo servizio della politica".
    Sulla collaborazione di Enrico Vanzina alla sceneggiatura, spiega: "Il suo apporto è stato fondamentale, perché ha corretto la teatralità originaria del testo e lo ha reso cinematografico, una cosa non da poco".
    Nel cast del film anche Nando Paone, Francesco Paolantoni, Giovanni Cacioppo, Andrea Di Maria, Vincenzo Borrino e James Senese nel ruolo di se stesso.
   

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