Marco Risi, L'Aquila tra dolore e futuro

Dal 16 aprile la serie su Rai1 racconta la storia della ricostruzione

Nel cuore dell'Italia, una città ridotta in macerie: è l'Aquila dopo il sisma. Un anno più tardi i suoi abitanti provano a riprendere in mano i fili delle loro vite spezzate, ognuno a modo suo: "L'Aquila grandi speranze" è la fiction Rai che racconta la ricostruzione della città in seguito al terribile terremoto del 6 aprile 2009. Il debutto della serie Tv in sei prime serate su Rai1 è previsto il 16 aprile in occasione dell'anniversario di quell'evento tragico che 10 anni fa sconvolse non solo l'Abruzzo ma l'Italia intera. 

L'Aquila Grandi Speranze, Marco Risi tra dolore e futuro

 

 Sotto la regia di Marco Risi, si racconta come dopo un anno e mezzo dalla distruzione della città un gruppo di giovani decide di ripartire da zero, riappropriandosi di una parte della zona rossa. Il centro storico, chiuso e inaccessibile fino a quel momento diventa un luogo da cui ricostruire la propria vita mattone dopo mattone. Gli adulti vivono ricordando e dimenticando proprio quel centro storico mentre i ragazzi vogliono vivere il presente e ricominciare. Una storia in cui si rispecchia una generazione che vive i problemi e anche i dolori "post sisma".

Barbareschi: "Decennale sisma prova quanto L'Aquila ha dovuto aspettare"

E' un affresco 'L'Aquila Grandi Speranze' di Marco Risi - sei puntate su Rai1 dal 16 aprile - dove il dolore la disperazione, le ansie post trauma non vengono risparmiate, così come la precarietà di un alloggio dove a un anno e mezzo dal sisma è un lusso avere quattro sedie di plastica, di quelle che si vedono nei bar dei vecchi paesi. Accanto a tanta disperazione, il regista accelera sulla speranza e sulla forza dei più giovani, in un momento in cui alle nuove generazioni non crede quasi più nessuno. Il bilancio definitivo del terremoto dell'Aquila fu di 309 vittime, più di 1.600 feriti e oltre 10 miliardi di euro di danni stimati, mentre 65mila persone dovettero abbandonare le loro case. Crollarono la Casa dello Studente, il Palazzo della Prefettura, l'Ospedale. Tutto il centro storico della città sparì letteralmente nel nulla e divenne la cosiddetta "zona rossa".

L'Aquila Grandi Speranze, la serie coprodotta da Idea Cinema e Rai Fiction (scritta da Stefano Grasso), intreccia storie familiari. Andrà in onda su Rai1 dal 16 aprile ogni martedì alle 21.25. Nel cast Giorgio Marchesi, Donatella Finocchiaro, Giorgio Tirabassi, Valentina Lodovini, Luca Barbareschi, Francesca Inaudi, Enrico Ianniello e Carlotta Natoli. Al loro fianco giovani e bravissimi attori. Che cosa accade nell'animo di una persona o nelle relazioni familiari se nel giro di una sola notte si vede crollare e ridursi letteralmente in macerie la propria casa e la propria vita? Dove si trova il coraggio di ricominciare? Come si riesce a superare il dolore di perdite irrimediabili? E a sconfiggere la paura? Attraverso la storia di Silvia e Franco e dei loro amici fraterni, Gianni ed Elena, si narra come si possa continuare a vivere dopo il terremoto che, in una sola notte, ha azzerato un'intera città: L'Aquila. È passato un anno e mezzo da quella terribile scossa. Franco (Marchesi) e Silvia (Finocchiaro) sono ancora impegnati nella ricerca disperata della figlia Costanza, scesa con loro in piazza del Duomo quella notte e poi scomparsa nel buio delle strade della città, che sembrano averla inghiottita. Gianni, invece, interpretato da Giorgio Tirabassi, riesce a tornare nella sua casa in centro e decide di lottare assieme alla sua famiglia (la moglie è Valentina Lodovini) per la ricostruzione della città organizzando una grande manifestazione di protesta (quella rimasta agli onori delle cronache come le carriole) proprio quando un costruttore romano, interpretato da Luca Barbareschi, si presenta in città con un'idea visionaria.

In mezzo ci sono i ragazzi che, a 13 anni, si riappropriano della zona rossa interdetta che diventa il loro regno. Davide, Simone, Patrick e Fabrizio riescono anche a crescere tra quelle case in rovina che gli adulti hanno lasciato dando uno sguardo diverso al futuro. Per Davide, quel gioco è l'unico modo, del resto, per provare ad affrontare la scomparsa della sorella. Gli abitanti della città che dopo un anno provano a riprendersi la vita, ognuno a modo suo. L'amicizia aiuta a tenere lontana la paura: il percorso di formazione dei ragazzini aquilani avviene tra le case in rovina, che gli adulti hanno abbandonato senza farvi più ritorno.

Luca Barbareschi (è il costruttore): "Sono, come si dice in questi casi, l'antagonista di tutti. Un personaggio che non è solo cattivo. Lui vuole ricostruire la città perché pensa che l'altra città non si farà mai. Ma non è quello che ride durante il terremoto. Sono contento di fare un racconto così epico. Con Marco Risi ci siamo odiati per vent'anni, ma poi ho detto sì e ci siamo trovati molto bene". Che cosa ha convinto Marco Risi di questo progetto? "Mi è piaciuta molto l'idea degli adolescenti che scorazzano di soppiatto nella città proibita, cercando di riappropriarsene alla loro maniera, augurandosi addirittura che non cambi, che rimanga così perché solo così può essere esclusivamente loro, il loro territorio di conquista. Mi sono piaciuti gli adulti che cercano di rimettere in piedi i pezzi delle loro coscienze e non soltanto i pezzi della loro città". 

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