Pennelli e magie per arrivo Mary Poppins

Da 24/10 a Sistina di Roma. Grande casa pensata come acquerello

L'abatjour con le frangette. Si, proprio quello che da bambini increduli guardavamo uscire dalla ''sua'' borsa. La vetrina con le caramelle colorate. Le spazzole degli spazzacamini, che attendono in fila nel sottoscala. E poi Nettuno, per ora un po' strettino, tra una quinta e l'altra, in attesa di diventar fontana. Tutti intorno, un gran lavorio di martelli, pennelli, sarte. Siamo sul palcoscenico del Teatro Sistina a Roma, anzi, dietro le quinte, in quel mondo segreto ai più dove ''nasce'' ogni spettacolo. Proprio qui sta per prendere vita in ''carne e ossa'' la favola di Mary Poppins, la tata che tutti abbiamo sognato o almeno visto al cinema con il volto di Julie Andrews, ora dal 24 ottobre al 6 gennaio in versione musical nel tempio della commedia musicale del teatro italiano. Una produzione firmata da due giganti del genere come Cameron Mackintosh e Thomas Schumacher per Disney Theatrical Productions (che attenta vigila su ogni dettaglio), su libretto del Premio Oscar Julian Fellowes e presentata in Italia da WEC - World Entertainment Company con la regia di Federico Bellone, che arriva nella capitale dopo i 200 mila spettatori di Milano (dove tornerà dal 30 gennaio).

''Costruire questo mondo è molto complicato e molto stimolante'', sorride Hella Mombrini, autrice delle scenografie con Silvia Silvestri, accogliendo l'ANSA tra i cavalli colorati della giostra magica. ''Creare il mondo di Mary Poppins, per di più in musical - spiega - è una sfida doppia. Per le difficoltà notevoli per far funzionare tutto e perché è universo magico: reale, tridimensionale, ma magico''. ''I primi venti minuti dello spettacolo sono tecnicamente pazzeschi'', raccontano entusiasti Giulia Fabbri e Davide Sammartano, alias Mary Poppins e il 'suo' Bert. ''Accade di tutto - spiega l'attrice - C'è gente che vola, gente che salta, camini che sputano fumo''. ''Dovreste sentire il direttore di scena quando chiama le luci per farle arrivare tutte nel momento giusto - incalza Sammartano - È una cosa pazzesca anche per noi attori''. ''E perché, la scena delle stelle? E' da brividi'', rilancia Alessandro Parise, alias Mr Banks sottobraccio a Floriana Monici, in scena sua moglie Winifred. ''Anche da dietro le quinte - sorride lei - resti incantato come un bambino''. Ogni cosa, però, prosegue Hella Mombrini ''anche se estremamente complessa, deve sembrare facilissima da compiere''. Una magia, appunto. Come quelle del superconsulente agli effetti speciali Paolo Carta, che nei camerini di Mary Poppins sta mettendo a punto gli ultimi ritocchi. Sul divano, la grande borsa e l'ombrello con il manico di pappagallo che porterà Mary fino a casa dei Banks. E poi ancora, relle di abiti, pareti di parrucche e cappellini, ceste di cappelli, con le sarte a sistemare gli ultimi orli.

Ogni sera sono più di 50 cambi di scena, 100 di costume più 40 parrucche e 120 paia di scarpe, tutte da mettere giuste, perfette, al momento esatto. Gli attori sono 28 attori ma sotto, in buca, ecco anche i 13 musicisti dell'orchestra. Centoventicinque le pagine di copione da mandare a memoria e se qualcuno pensasse che è roba da poco ecco anche 160 metri di filo per far volare gli aquiloni, quattro chili di fondo grigio-argento per il trucco delle statue e ben 300 metri di biadesivo per mettere baffi a tutti. Cuore dello show, anzi, come dice la scenografa, ''protagonista quanto Mary e Bert'' è poi la grande casa della famiglia Banks, che vedremo girare su stessa, indietreggiare, muoversi e svelarsi in ogni angolo. ''L'abbiamo pensata come si entrasse dentro un acquerello - continua la Mombrini - Rileggendo i libri di Pamela L. Travers abbiamo immaginato ogni stanza, la sala, la nursery, la cucina, come delle illustrazioni, ma in 3D. In stile ed epoca inglese, ma come fossero fogli di carta che diventano realtà''. Orgoglio italiano, questa scenografia potrebbe diventare anche un format esportabile in tutto il mondo nei futuri allestimenti internazionali dello spettacolo.

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