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Iryna Yezhela, in Ucraina altalena di terrore e speranza

Iryna Yezhela, in Ucraina altalena di terrore e speranza

L'editrice racconta la sua fuga e il dramma della guerra al Salone del Libro

TORINO, 24 maggio 2022, 20:16

dell'inviata Mauretta Capuano

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Iryna Yezhela capo redattrice di Ranok, una delle più importanti case editrici ucraine con sede a Kharkiv - RIPRODUZIONE RISERVATA

Iryna Yezhela capo redattrice di Ranok, una delle più importanti case editrici ucraine con sede a Kharkiv - RIPRODUZIONE RISERVATA
Iryna Yezhela capo redattrice di Ranok, una delle più importanti case editrici ucraine con sede a Kharkiv - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ha negli occhi la preoccupazione e il dolore ma anche la speranza, Iryna Yezhela, caporedattrice della casa editrice Ranok di Karkhiv da dove è scappata con il suo gatto, lasciando il marito, che si è arruolato nell'esercito, e i suoi genitori.
    "Mio marito non posso dire dov'è per questioni di sicurezza. Lui cerca di tenermi calma e dice che ce la faremo, che sopravviveremo, che continueremo la nostra lotta per l'indipendenza e riusciremo. Sta cercando di rassicurarmi. Ho letto le notizie di oggi come tutti delle bombe su Karkhiv.Sono tutti molto scoraggiati, è un'altalena, speranze paura, terrore e poi ritorno di speranze. Molti sono diventati volontari, cercano di fare il loro meglio per ritornare alla pace" racconta all'ANSA Iryna Yezhela al Salone del Libro di Torino, ospite speciale di un evento 'Da Kharkiv un libro italiano-ucraino per costruire ponti' organizzato da Il Castoro che ha pubblicato 'Il custode del bosco' con doppio testo italiano-ucraino.
    "Sono estremamente preoccupata. Sono nata nella Regione del Donesk dove ho passato la mia infanzia. Abbiamo speranze di pace ma quello che vedo è di segno contrario Sento dire che questa guerra durerà ancora un anno. Spero che entro la fine del 2022 si arrivi a una risoluzione del conflitto, ma sta di fatto che l'Est in questo momento è occupato e anche il Sud dell'Ucraina e quindi è difficile fare previsioni" spiega la caporedattrice di Ranok che significa aurora. "E' una delle più grandi case editrici dell'Ucraina. Karkhiv è una delle capitali ucraine dell'editoria, Mi ricordo come tutto è cominciato il 24 febbraio. Alle 5 del mattino ci siamo svegliati con delle esplosioni e l'intero edificio stava tremando. Non avevamo un piano, abbiamo preso tutto quello che potevamo. Non ci aspettavamo assolutamente quello che è successo. All'inizio pensavamo di rifugiarci nella metropolitana, ma poi abbiamo preferito andare a casa di parenti che hanno un seminterrato. All'inizio della guerra c'erano grandi difficoltà di comunicazione, non funzionava Internet e la connessione telefonica. Pensavamo che tutto si sarebbe risolto in una specie di guerra lampo, in due tre giorni tutto sarebbe finito. Le cose invece sono peggiorate con bombardamenti sempre più intensificati. A quel punto io e mio marito abbiamo pensato di abbandonare Karkhiv con i treni di evacuazione, una cosa molto pericolosa perché sapevamo di essere possibili bersagli" racconta Irina e si commuove, non riesce a trattenere le lacrime. "Eravamo a Kiev quando hanno cominciato a bombardare i convogli ferroviari. Abbiamo potuto soltanto stenderci tutti a terra. E' stata l'esperienza più terrificante che abbia mai vissuto. Il convoglio è riuscito a proseguire verso Leopoli e mio marito ha detto, per favore attraversa la frontiera, esci dall'Ucraina, c'erano razzi ovunque. Lui è rimasto e si è arruolato nell'esercito. C'è la legge marziale quindi gli uomini devono combattere. Io ho trovato rifugio temporaneo da amici in Olanda, adesso è la mia base" dice Irina, che vuole tornare in Ucraina. "E' la mia terra, mi manca tantissimo. Adesso ho un tetto ma siamo ucraini ed è li che vogliamo tornare. Non ci aspettavamo davvero quello che è accaduto".
    'Il custode del bosco' non è potuto uscire in Ucraina. "Ranok ci aveva pensato all'inizio del 2022. Volevamo presentarlo all'Arsenal di Kiev che è una grande fiera del libro, simile a quella di Torino. E' Un libro di immagini su un ragazzo, su un mondo pacifico e speriamo si possa tornare a questo" dice Irina mostrando le immagini di un panorama rasserenante contenute nell'albo.
    L'albo è uscito però in Italia con doppio testo e il ricavato andrà all'Associazione Refugees Welcome Italia. "E' un gesto politico, simbolico" aggiunge. Arrivato in poco tempo alla seconda ristampa, con già 2.500 copie vendute -spiega Renata Gorgani, direttore editoriale de Il Castoro - è una storia di natura, tranquillità e pace che è quello di cui i bambini ucraini hanno bisogno" 
   

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