Ventotene da isola alternativa a centro di spionaggio

La scoperta di un relitto sconvolge le tranquille isole pontine

(di Francesco De Filippo) (ANSA) - TRIESTE, 21 FEB - LUCA ESPOSITO, CONTROCORRENTE (Ultima spiaggia; 396 pag.; 15 euro) Ventotene è l'alternativa. Altro che baretto sulle spiagge del Messico oppure droghe e spiritualismo a Goa o un rent a bike ai Caraibi. Luca Esposito, che per dieci anni ha battuto le mete più singolari del turismo internazionale, ne è tanto convinto da averci ambientato il suo primo romanzo, "Controcorrente". Se ne può discutere: L'isola di Ventotene, nell'arcipelago delle Pontine, è davvero poco più di uno scoglio, e se è ben affollata in estate, d'inverno in pochi affrontano le oltre due ore di mare in traghetto da Formia per apprezzarne il silenzio e la durezza. Ma questa è la realtà; il romanzo racconta una storia lievemente diversa.
    Giulia Ricci è una donna in gamba, bella, single perché non ha trovato l'uomo che le abbia acceso la scintilla. Lavora alla Archeos, una società di Genova che si occupa di rilevamenti sottomarini e di recupero di beni dalle profondità marine. In pratica è lei a gestire un affiatato gruppo che sotto la sua guida ottiene buoni risultati. Ma il nuovo direttore, Marco Settembrini - tipico manager frustrato e vendicativo - non le riconosce questo merito e dunque, sebbene spaventata e con le idee per niente chiare, decide che dopo le ferie non tornerà al lavoro scatenando le ire del direttore. Accetta di trascorrere qualche giorno in barca con amici che incrociano le Pontine e, giunta a Ventotene, subisce il colpo di fulmine per Bruno. I due sono sulla stessa lunghezza d'onda, anzi, lui è addirittura più radicale: aveva mollato tutto vendendo casa, auto e licenziandosi perché insoddisfatto di una vita dalle relazioni personali troppo finte ed era sbarcato a Ventotene aprendo un diving. Anche Giulia è esperta di immersioni, dunque decide di fermarsi sull'isola e di vivere la storia con Bruno.
    Gli interrogativi sul futuro si moltiplicano ma un giorno, alla profondità di 22 metri, mentre sono insieme, Giulia individua un antico cannone. Effettuate le prime indagini, coinvolta la Marina Militare e le altre autorità preposte, intorno al ritrovamento si può schiudere una grande possibilità di lavoro, oltre che di interesse personale. Riaffiora la Giulia di mesi prima: zelante, organizzatrice, tetragona, che si reinventa il suo vecchio lavoro. L'obice appartiene alla Santa Cristina, un vascello spagnolo del XVII secolo, adagiato (e protetto) nel fango. Non è una nave qualunque ma è connotata da un grande segreto, non è un caso infatti che la marina francese le diede inutilmente la caccia a lungo per tutto il Mediterraneo. Un segreto, forse anche qualcosa di molto prezioso.
    Il romanzo a questo punto prende una accelerata e lo scenario si allarga fino a complicazioni diplomatiche internazionali, spionaggi industriali, belle donne che si prestano a fare da spie, manager avidi e disonesti. L'autore è bravo a gestire una situazione corale con tanti personaggi, ciascuno con un ruolo importante e ben definito; ed è bravo anche a intessere un ordito narrativo semplice e a lieto fine ma piacevole e con un buon ritmo e colpi di scena azzeccati. (ANSA).
   

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