8 settembre: ritrovati diari del generale Mario Roatta

Escono in volume per Mursia. Il primo il 19 settembre

Sei metri lineari di documenti, appunti, diari, fotografie: a quasi cinquant'anni dalla sua morte ritrovato l'archivio del generale Mario Roatta, Capo di Stato maggiore dell'Esercito italiano, membro del Consiglio della Corona, tra i protagonisti più discussi del Ventennio e soprattutto dell'8 settembre e del periodo del Governo brindisino. L'importante scoperta si deve all'archivista storico Francesco Fochetti che, con una complessa e delicata operazione di raccolta di informazioni e contatti con gli eredi, è riuscito a individuare e recuperare l'archivio segreto del generale e , in collaborazione con la Soprintendenza archivistica del Lazio, portare a buon fine le pratiche per il riconoscimento del Notevole interesse storico. Fochetti ha curato la pubblicazione per Mursia del primo volume dei Diari di Roatta, relativo al periodo 6 settembre - 31 dicembre 1943. Il volume sarà in libreria il 19 settembre 2017. (Mario Roatta, Diario. 6 settembre 31 dicembre 1943. A cura di Francesco Fochetti. Con inserto fotografico. Euro 21,00, Mursia).
    Delle carte di Roatta si supponeva l'esistenza, ma le vicende giudiziarie post belliche che investirono il generale - accuse per le presunte attività illegali del SIM, Servizio Informazioni Militari, compreso il coinvolgimento nell'omicidio dei fratelli Rosselli nel 1937, per la mancata difesa di Roma nei giorni dell'8 settembre 1943 e l'inchiesta sulla presunta condotta inumana al comando della II Armata in Croazia - lo indussero a seppellire, moralmente e materialmente, l'archivio. Con la pubblicazione del primo volume del diario e altre che seguiranno, questo prezioso archivio viene ora messo a disposizione degli studiosi e del pubblico, dopo un rigoroso processo di ricomposizione e trascrizione. Nel diario del 1943, scritto nell'immediatezza degli avvenimenti, emergono con evidenza il caos dei comandi delle Forze Armate, le incertezze del Re pronto a smentire il governo sull'Armistizio, la mancanza di informazioni che i vertici militari e politici avevano su quello che stava avvenendo a Roma o nei Balcani dove si consumava, tra le altre, la tragedia di Cefalonia. E ancora: le trattative con Eisenhower per il cosiddetto «Armistizio lungo», i complicati rapporti con i nuovi alleati, i dettagli privati e quotidiani del governo provvisorio a Brindisi. Roatta assiste alla caduta di un mondo dalle cui rovine verrà travolto: il governo jugoslavo lo accusa di crimini di guerra. Il maresciallo Tito vuole la sua testa, gli alleati premono e Badoglio la servirà loro su un piatto d'argento.
   

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