'Detective per caso', tra disabili e non

Solidarietà da Gerini a Lillo, ma non dal Mibac

ROMA - 'Detective per caso' di Giorgio Romano è da una parte una commedia noir come tante e, dall'altra, un lodevole esperimento artistico inclusivo che nasce da un principio: perché non far lavorare alla pari in un film attori professionisti disabili e attori normodotati? E questo in un'opera poi, in sala con Medusa il 18 e il 19, che non tratta di disabilità. Da qui una vera sfida che ha trovato la solidarietà da parte di tutti, da attori come Claudia Gerini, Valerio Mastandrea, Fresi, Lillo, Massimiliano Bruno (che hanno lavorato pro bono) fino alla stessa post-produzione che ha lavorato praticamente gratis, ma l'opera non ha però ottenuto il sostegno del Mibac per i film di interesse culturale.

Dice uno dei produttori, Guia Invernizzi Cuminetti: "Abbiamo presentato la domanda nei tempi giusti, ma non abbiamo purtroppo ottenuto i punteggi necessari per avere i contributi selettivi". Il film segue la storia di due cugini Giulia (Emanuela Annini) e Piero (Alessandro Tiberi). Lei un po' naif, sogna di fare la detective da quando era piccola mentre lui lavora nel negozio di ferramenta del padre. I due si ritrovano, come ogni venerdì, con il loro gruppo di amici, Valeria (Giulia Pinto), Panico (Giordano Capparucci), Oreste (Giuseppe Trappa) e Sandro (Matteo Panfilo), alla discoteca San Salvador. Piero però lascia a un certo punto il locale, si trova ad assistere a un pestaggio e scompare. Ma Giulia, impiegata all'Ufficio Oggetti Smarriti della Stazione, e da sempre appassionata di inchieste, si metterà sulle sue tracce grazie anche all'aiuto di tutti i suoi amici disabili ma non troppo. Il progetto del film, va detto, è stato realizzato grazie a L'arte nel cuore, Onlus che ha messo a disposizione i suoi attori professionisti disabili e ha avuto il sostegno di Fondazione Allianz Umanamente.

Maurizio Devescovi, presidente della Fondazione Allianz Umanamente e direttore generale di Allianz S.p.A spiega: "Abbiamo sposato da subito questo progetto, che mirava a valorizzare dei talenti emergenti, superando qualsivoglia stereotipo di diversità, a favore di veri ruoli da protagonisti del film". Giampaolo Letta di Medusa, grande sostenitore del progetto, non esclude che il film possa diventare una serie tv: "Per ora abbiamo acquistato i diritti poi si vedrà". Dice invece Emanuela Ammini che nel film interpreta Giorgia, vero motore di tutta la storia: "Il bello di questo film è che non parla di disabilità. È come un messaggio alle famiglie con figli disabili: tutti ce la possono fare". Sottolinea, infine, Claudia Gerini: "Non ho notato nessun tipo di differenza nel lavorare con questi ragazzi che hanno tutti un grande talento - e aggiunge -, ma perché non portare questo film nelle scuole?".

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