Richard Gere star a Taormina

L'attore, Isis vero orrore, immigrazione problema del mondo

(ANSA) - TAORMINA, 17 GIU - Richard Gere e' una star che sicuramente non crede nello star system. E' fondamentalmente un buddhista per il quale contano piu' le cose del cuore che il successo, e se gli si chiede cosa pensa dell'Isis replica solo con: "Un vero orrore, quello che e' successo in Bosnia era nulla". E ancora, con disincanto: "Sul mio letto di morte non pensero' certo ai miei film".

Camicia bianca e jeans grigi, rilassato come deve essere un buddista, al Taormina Film Fest ha tenuto la sua Tao Class tra un pubblico di ragazzine in delirio e donne di ogni eta'. Parla con forza di immigrazione: " un problema non solo della Sicilia, ma di tutto il mondo che vede questa gente rifiutata che cerca solo un posto dove stare. Siamo un po' tutti responsabili di questa situazione - dice l'interprete di 'American Gigolo' che stasera ricevera' il Taormina Art Award al Teatro Antico-. Nostro dovere morale e' offrire agli immigrati, che scappano spesso da una guerra, casa e sicurezza. Voi siciliani siete al centro di questo flusso, che e' globale. Anche gli Usa devono essere coinvolti in futuro perche' una cosa che succede in Africa alla fine si trasmette ovunque. dunque un problema di tutti". Per quanto riguarda la realizzazione di se stesso spiega: "Mi sento un uomo di 26 anni ma poi, quando mi guardo allo specchio, capisco che non e' cosi'. Comunque cerco sempre di diventare migliore di giorno in giorno, di stare vicino alla parte piu' profonda di me stesso. Ormai mi curo poco di quello che pensano gli altri e piuttosto mi piace pensare alla felicita' del mio prossimo e prendermi cura delle persone che soffrono".

Sul letto di morte, dice l'attore, "non pensero' certo ai miei film. Le cose piu' importanti sono le relazioni, quella piccola grande cosa che vive dentro di me". Essere una star non conta per lui nulla: "Quando giravo come homeless in "Time out of Mind" ero in pieno centro di New York, ma nessuno mi si avvicinava, nessuno mi chiedeva un autografo. Eppure ero sempre io, ma ero invisibile. Tutto e' finzione." Impossibile per lui anche solo immaginare di reincarnarsi nel Dalai Lama: "Sarebbe una cosa incredibile. Ma le cose piu' belle della mia vita sono state passare del tempo a conversare con lui. Non c'e' nulla di cosi' profondo." Riguardo al film che sta girando, "Oppenheimer Strategies", di Joseph Cedar, thriller drammatico che segue le vicende di Norman Oppenheimer, un uomo che ha smania di potere sopratutto quando un suo amico diventa leader mondiale, dice: " un film denso su un ebreo newyorchese che si sente ai margini e fa di tutto per stare vicino al potere. In realta' lui non vuole il potere ma vuole solo esserci. Cosi' millanta amicizie pur di sentirsi al centro. Lui non vuole accedere al tavolo dei grandi ma solo far parte di quel mondo".

Tra gli altri suoi film c'e' "Franny" di Andrew Renzi che uscira' in Italia con la Lucky Red in cui interpreta un personaggio inusuale ed eccentrico con capelli e barba lunga". Dall'attore infine, un ricordo della Sicilia: "Ho visitato Palermo 15 anni fa insieme al Dalai Lama". Mentre di Roma dice: "Ho ricevuto anni fa il David di Donatello per il film di Terrence Malik "I giorni del cielo". Ero molto giovane e nel back stage c'era Giulietta Masina. Per un giovane cresciuto a Syracuse, nello stato di New York, e' stata davvero una grande emozione".

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