Da Batoni a Chardin, sfida al Barocco alla Venaria

A Torino oltre 200 capolavori dai musei di tutto il mondo

(di Cinzia Conti) (ANSA) - ROMA, 12 FEB - Da Pompeo Batoni (talmente apprezzato da essere chiamato a ritrarre 3 Papi, 22 monarchi e un numero impressionante aristocratici) a Jean Simeon Chardin (amatissimo da Vincent Van Gogh che lo riteneva "grande come Rembrandt"). E poi Maratti, Trevisani, Conca, Giaquinto, Pannini, Boucher, Cametti, Legros, Bouchardon, Ladatte e Collino. Ci sono spettacolari dipinti e pale d'altare, sculture, arazzi, disegni, incisioni, arredi e oggetti preziosi nella mostra "Sfida al Barocco, Roma Torino Parigi 1680-1750" allestita dal 13 marzo al 14 giugno a Torino. E precisamente negli spazi monumentali di una location che è di per sé un inno all'architettura barocca e tesoro dell'Unesco, ovvero la Citroniera Juvarriana della Reggia di Venaria.
    La mostra, che conta su 200 capolavori provenienti dai più prestigiosi musei di tutto il mondo, istituzioni pubbliche e private, enti religiosi e collezioni private conduce i visitatori in uno straordinario viaggio nell'Europa delle arte tra fine '600 e metà '700. La sfida si gioca tra la Roma cosmopolita dei Papi che rinnova il suo ruolo di depositaria della grandezza dei modelli e la Parigi del re sole Luigi XIV e di Luigi XV che arriva a designare il primato della scuola moderna francese, cercando nell'Antico il naturale e scegliendo nuovi riferimenti per la rappresentazione del quotidiano nei maestri fiamminghi e olandesi. Tra loro la Torino di Vittorio Amedeo II e di Carlo Emanuele III, che grazie alla creatività dell'architetto regio Filippo Juvarra, si conferma come un laboratorio della città moderna presentando una straordinaria galleria dei pittori contemporanei delle Scuole d'Italia allestita nelle chiese e nelle residenze della corte. (ANSA).
   

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