Mostre, il rock all'Est e la repressione

Inedito sguardo sulla controcultura nel mondo comunista Anni '60

(ANSA) - MILANO, 23 OTT - Il rock è stato uno degli emblemi della controcultura e della ribellione giovanile, della resistenza alle restrizioni della libertà di pensiero in Occidente, e ancor di più nell'Est comunista, dove la repressione, schiacciando ogni diritto umano, è stata portata a tutti i livelli e in modo sanguinoso ma non ha potuto impedire l'avvento di una nuova epoca.
    L'intreccio tra libertà, rivolte sociali e cultura del rock è al centro della mostra "Quando infuriava il rock. Il '68 all'est.
    Dissenso e controcultura", che è stata inaugurata oggi nell'Atrio dell'aula magna dell'Università statale di Milano.
    Una ricerca inedita a cura di Carla Tonini, docente di Storia dell'Europa orientale all'Università di Bologna e con il progetto grafico di Martino Gasparini. La mostra, che resterà esposta fino al 27 ottobre, "offre un quadro dell'opposizione culturale nell'Europa dell'Est e delle forme del dissenso nel blocco sovietico nel corso degli anni '60" spiegano gli organizzatori.
   

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