Nasce il primo Gran ballo di Brera

Consegna degli 'Smart Awards' di Gioia e della 'Rosa di Brera'

Metti una sera un gran ballo a Brera: lo storico palazzo dell'arte per la prima volta apre a Milano le sue porte al pubblico per una serata danzante, per celebrare in stile La-La Land arte, cultura, musica, talenti, ma soprattutto la magia e il mito di un luogo storico. Il 21 giugno, nella notte del solstizio d'estate, va in scena la prima edizione del 'Ballo di Brera'.

Una novità fortemente voluta dal direttore della pinacoteca, James Bradburne, che l'aveva anticipata presentando a gennaio 2016 il suo programma dei 100 giorni. Oggi, grazie alla collaborazione con la testata 'Gioia' edita da Hearst, l'idea diventa realtà. Mille gli invitati, tra istituzioni e personaggi noti, per una notte diversa nel cortile dell'arte. Per l'occasione anche la Pinacoteca rimarrà aperta e sarà possibile per gli invitati visitarla. Niente valzer per la serata ma un'ispirazione moderna, con il musical premio Oscar 'La-La Land' a fare da tema.

Il ballo sarà anche l'occasione per celebrare Brera e il suo voler "tornare a essere cuore della città, non solo in senso fisico", ha spiegato Bradburne, con la consegna della 'Rosa di Brera' a un personaggio che ha contribuito con il suo sostegno allo sviluppo della pinacoteca. Il fiore è un ibrido creato appositamente per il palazzo: insieme alla rosa che si trova nell'Orto botanico verrà consegnato un gioiello che la raffigura creato da Giampiero Bodino. Nel corso del ballo saranno consegnati gli 'Smart Awards' di Goia, i riconoscimenti ai personaggi che si sono distinti per intelligenza, capacità, innovazione in diversi campi, dalle start up, al cinema.

Tra gli undici premiati ci sarà anche lo stesso Bardburne. L'idea "un po' pazza" di fare un ballo il direttore della Pinacoteca l'aveva avuta pochi mesi dopo il suo arrivo a Milano, conversando con Philippe Daverio, suo consigliere scientifico. "Il ballo sarà un contrappeso estivo alla prima della Scala - ha precisato - in una stagione in cui la città si svuota e la gente va al mare". In un primo momento la formula doveva essere quella dei grandi balli internazionali, dove gli invitati pagano anche profumatamente per un tavolo. Bradburne aveva proposto mille euro a tavolo, "ma Milano non è ancora pronta per questo e mi sono sentito dire che era troppo caro". "In Italia i luoghi di cultura sono elitari, invece devono essere un po' più democratici - ha osservato la direttrice di Gioia Maria Elena Viola - con questa serata vogliamo fare di Brera il cuore di Milano non solo per i turisti ma anche per i milanesi". Brera "deve essere viva ogni giorno - ha concluso Bradburne - perché la cultura è un fatto quotidiano".

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