Un piatto vuoto, l'ultima 'provocazione' di Francesco Cuomo

Leggerezza e ironia nelle opere dell'artista campano

Un piatto vuoto: è l'ultima opera-provocazione di Francesco Cuomo, l'artista campano che da anni sperimenta nuovi linguaggi, pescando nella tradizione e insieme traducendo la sua creatività in lavori da toccare, da indossare, da vivere, dalle poltrone alle lampade, dai vasi alle sedie, dalle borse ai foulard, dai totem luminosi alle sculture in ceramica. Filo conduttore è il colore, forte, deciso, esplosivo negli accostamenti con cui dà la sua impronta all'arte contemporanea.

Questa volta, però, ha immaginato un piatto bianco, vuoto, 'O' piatt' vacant'', paragonato a uno specchio: "Riflettendo, allo specchio, cerchi sempre qualcosa che alla fine tu avrai - scrive Cuomo - ma guardandoti qui nel bene o nel male trovi sempre quello che sei". Insomma, se hai qualcosa dentro, riempi il piatto vuoto per quello che sei. Altrimenti resti soltanto un 'contenitore'.

Nato ad Eboli in provincia di Salerno, 43 anni fa, dopo gli inizi da autodidatta, Cuomo collabora con diversi marchi della moda e del design, dalla maison Coveri a Colmar Originals, da Formitalia Luxury Group a Mirabili ‘Arte d’abitare’. Ospite di numerose fiere d’arte e design in Italia e all’estero, crea per Unicef ‘Sagome 547’ in occasione della conferenza internazionale ‘Liberiamo i bambini dalla guerra’ organizzata in collaborazione con il ministero degli Esteri, mentre nel 2010 pensa e realizza un ‘maggiolino artistico’ per raccogliere fondi per l’associazione ‘Bimbingamba’ di Alex Zanardi e Sergio Campo. Tra gli otto artisti scelti da Luxottica per il progetto ‘A work of Persol’, nel 2010 espone all’ArtBasel di Basilea.

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