In 200 scatti il genio di Helmut Newton

Dal 7 aprile per la prima volta a Venezia le serie più famose

(ANSA) - ROMA - Le serie di immagini di Helmut Newton piu' famose e acclamate sono esposte per la prima volta a Venezia per una grande mostra ospitata alla Casa dei Tre Oci (un progetto di Fondazione di Venezia) dal 7 aprile al 7 agosto. Attraverso 200 scatti, si potra' scoprire il processo creativo di uno dei piu' importanti fotografi del '900, con una selezione di opere compiuta dall'autore stesso, che volle mescolare le immagini ufficiali con quelle in cui il set diventava il suo luogo di sperimentazione.

Intitolata 'Helmut Newton. Fotografie. White Women - Sleepless Nights - Big Nudes', la rassegna e' stata organizzata da Civita Tre Venezie in collaborazione con la Helmut Newton Foundation, mentre la curatela e' di Matthias Harder e Denis Curti, che hanno seguito fin dall'inizio questo progetto di mostra itinerante avviato nel 2011 per volonta' di June Newton, vedova del grande fotografo. Si tratta di una raccolta di immagini di 'White Women', 'Sleepless Nights' e 'Big Nudes', i primi tre libri di Newton pubblicati alla fine degli anni '70, volumi oggi considerati leggendari e gli unici curati dall'artista stesso. Nel selezionare le fotografie, Newton aveva voluto mettere in sequenza, l'uno accanto all'altro, gli scatti compiuti per committenza con quelli realizzati liberamente per se stesso, al fine di costruire una narrazione in cui la ricerca dello stile, la scoperta del gesto elegante finiscono per sottendere l'esistenza di una realta' ulteriore, di una vicenda che sta allo spettatore interpretare.

A cominciare da 'White Women', pubblicato nel 1976, per il quale Newton aveva scelto 81 immagini (42 a colori e 39 in bianco e nero) introducendo un elemento spiazzante, assolutamente inedito fino ad allora. Per la prima volta, il geniale fotografo di origini tedesche (ma naturalizzato australiano) aveva inserito il nudo e l'erotismo nella fotografia di moda. Alla stregua pero' dell'arte classica, con l'ideale collegamento a capolavori quali la 'Maya desnuda' e la 'Maya vestida' di Goya, conservati al Prado di Madrid. La provocazione lanciata da Newton con l'introduzione di una nudita' radicale nella fotografia di moda e' stata poi seguita da molti altri fotografi e registi e rimarra' simbolo della sua personale produzione artistica. Anche in 'Sleepless Nights', pubblicato nel 1978, sono ancora le donne, i loro corpi e gli abiti, a fare da protagonisti. In questo caso, pero', Newton si stava avviando verso una visione capace di trasformare le immagini da foto di moda a ritratti, e da ritratti a reportage quasi da scena del crimine. considerato un volume a carattere piu' retrospettivo, in cui sono raccolte 69 fotografie (31 a colori e 38 in bianco e nero), realizzate per diversi magazine (Vogue, tra tutti) ed e' quello che ha trasformato definitivamente il suo stile in un'icona della fashion photography. I soggetti, generalmente modelle seminude che indossano corsetti ortopedici, donne bardate con selle in cuoio, nonche' manichini per lo piu' amorosamente allacciati a veri esseri umani, vengono colti sistematicamente fuori dallo studio, spesso in atteggiamenti provocanti, a suggerire un uso della fotografia di moda come puro pretesto per realizzare qualcosa di totalmente differente e molto personale.

Ma e' 'Big Nudes' (1981) a sancire il suo ruolo di protagonista nella storia dell'immagine del secondo '900. I 39 scatti in bianco e nero selezionati per il volume inaugurano una nuova dimensione della fotografia umana: quella delle gigantografie che, da quel momento, entrano nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo. E pensare che lo stesso Newton, nella sua autobiografia (pubblicata nel 2004), confessa che quei nudi a figura intera, ripresi in studio con la macchina fotografica di medio formato (da cui ha prodotto le stampe a grandezza naturale), gli erano stati ispirati nientemeno che dai manifesti diffusi dalla polizia tedesca per ricercare gli appartenenti al gruppo terroristico della Raf (Rote Armee Fraktion). (ANSA).

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