Bufera Grammy, Ciampi 'difficoltà a votare'

Unico italiano, mia preferenza a Billie Eilish e non a Bocelli

Anomalie e un meccanismo di nomination a rischio di manipolazione. Gabriele Ciampi, direttore d'orchestra e compositore trapiantato a Los Angeles, unico italiano presenta nella giuria dei Grammy, interviene sui premi e sulla recente bufera che si è abbattuta sugli 'oscar della musica' dopo l'allontanamento di Deborah Dugan, il primo presidente donna alla giuda della Recording Academy.

"In fase di selezione - ha detto Ciampi all'ANSA - è stato difficile ascoltare alcuni brani attraverso l'apposito portale al quale hanno acceso i giurati. In alcuni casi ho dovuto personalmente cercarli su internet. In una competizione come i Grammy è una cosa che non dovrebbe accadere". Ciampi ha sottolineato che le anomalie si sono verificate solo per le categorie cosiddette minori e tra queste c'era anche quella per cui concorreva Barbra Streisand, ossia 'Best Traditional Pop Vocal Album'. Nella stessa categoria era presente anche Andrea Bocelli.

"Personalmente non ho votato per Bocelli - aggiunge - non perché non apprezzi il suo grandissimo talento, ma perché mi sto battendo per valorizzare il ruolo della donna musicista. Il mio voto è quindi andato all'artista emergente Billie Eilish e a Barbra Streisand, che torna in nomination ai Grammy Awards dopo ben 33 anni". In una lettera inoltre Ciampi ha espresso piena solidarietà a Deborah Dugan, affermando che ancora una volta l'industria musicale si è dimostrata profondamente maschilista, contrastando una figura brillante come quella della Dugan che, sin dal suo arrivo alla guida della Recording Academy, ha tracciato l'inizio di un percorso di cambiamento, cercando di aprire le porte alle donne. Il compositore italiano si è anche detto molto preoccupato perché "si sta cercando di fermare un processo di cambiamento che vuole affermare la figura della donna musicista".

Poi ha auspicato un processo di cambiamento anche per l'Italia. "Con il Festival di Sanremo - ha spiegato - abbiamo una grande opportunità per intraprendere questo cambiamento. Sarebbe bello, in futuro, poter vedere una direzione artistica 'al femminile', con uomini pronti a fare un passo indietro rispetto ad un grande donna".

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