Leonardo, ecco la mostra del Louvre aspettando Vitruvio

Il museo ancora spera nell'arrivo a sorpresa del Salvator Mundi

PARIGI - Mai dire mai. A sei giorni dall'apertura della grande mostra per celebrare i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci, il museo del Louvre attende l'imminente arrivo dell'Uomo Vitruviano, dopo lo sblocco in extremis del prestito dall'Italia. E continua a sperare nella consegna del Salvator Mundi, l'opera di controversa attribuzione vinciana acquistata per 450 milioni di dollari da un facoltoso emiro per il Louvre di Abu Dhabi, ma di cui dallo scorso settembre si sono misteriosamente perse le tracce. Nei corridoi sotterranei del museo, dove vengono allestite le mostre temporanee, fervono gli ultimi preparativi. In una delle stanze principali, accanto a una riproduzione rinascimentale del Cenacolo di Santa Maria delle Grazie, un grande riquadro bianco è pronto ad accogliere lo "Studio di proporzioni del corpo umano", meglio noto come "Uomo Vitruviano", in arrivo dall'Italia dopo che due giorni fa il Tar del Veneto ha respinto il ricorso di Italia Nostra per bloccare il prestito. La speranza, spiegano i responsabili dell'esposizione intitolata con la dicitura francese - 'Léonard de Vinci'- è che possa essere montato in tempo per l'inaugurazione, domenica.
    All'evento, sono attesi, tra l'altro, il ministro della Cultura Dario Franceschini e l'omologo francese, Franck Riester. In una sala adiacente si attende che si secchi l'ultima mano di vernice per appendere un dei principali capolavori vinciani della collezione del Louvre, il 'San Gerolamo', ancora poggiato a terra, sotto l'occhio vigile di un addetto alla sicurezza. Ma si tratta solo degli ultimi ritocchi. Per il resto, la mostra da oltre 170 pezzi tra opere e disegni di Leonardo e altri artisti di quel fortunato periodo della storia dell'arte italiana è ormai perfettamente pronta.
    Nel percorso espositivo articolato intorno a sette sequenze principali - dai primi passi di Leonardo nella 'bottega' di Verrocchio a Firenze fino alla partenza per la Francia dove morirà il 2 maggio del 1519 - un'infilata di capolavori di casa qui al Louvre. A parte la Gioconda, che per questioni logistiche rimarrà nella sua sala abituale, recentemente ristrutturata, ai piani alti, la Vergine delle Rocce, la Belle Ferronniere (Ritratto di Dama), il San Giovanni Battista e Sant'Anna, la Vergine e il Bambino con l'Agnellino. Il museo francese offrirà al pubblico anche la visione dei suoi 22 disegni di Leonardo.
    Numerosi i prestiti giunti dall'estero. Tra questi il "San Girolamo" della Pinacoteca Vaticana, la "Scapigliata" dalla Galleria Nazionale di Parma, il ritratto di Musico dalla Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il Volto di Fanciulla dai Musei Reali di Torino o il grande cartone di Burlington House della National Gallery. Oltre che, appunto, l'Uomo Vitruviano di cui si attende l'imminente arrivo dalla Galleria dell'Accademia a Venezia. Meravigliosa e ricchissima la collezione di disegni e scritti, da quelli del Codice Atlantico normalmente custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano fino a quelli provenienti dalle preziosissime collezioni della corona britannica al Castello di Windsor. In chiusura del percorso un'esperienza artistica virtuale intorno al genio leonardesco.
    Tra i grandi assenti, la Dama con l'Ermellino (Cracovia) l'Annunciazione (Uffizi) e il Ritratto di Ginevra De' Benci (Washington). Poco male, quella di Parigi si presenta comunque come la più grande raccolta mai allestita delle opere di Leonardo. Uno straordinario evento artistico, tra i più cari mai realizzati dal museo anche in termini assicurativi. Ma anche lo sbocco positivo di un difficile periodo politico e diplomatico tra Italia e Francia sfociato nel protocollo d'intesa firmato dai due Paesi. In cambio dei prestiti italiani, Parigi si è impegnata ad inviare cinque dei suoi Raffaello a Roma il prossimo marzo, dove alle Scuderie del Quirinale si prepara la retrospettiva per i 500 anni della morte dell'altro gigante del Rinascimento, Raffaello. (ANSA).
   

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