Cocciante torna con Notre Dame, a Londra e in francese

Musicista fra ricordi e progetti. 'Reality e Sanremo? Mai più'

A vent'anni dal suo debutto parigino e dopo avere riscosso successo internazionale in 23 paesi nel mondo, torna a Londra 'Notre Dame De Paris', lo spettacolo con musiche di Riccardo Cocciante basato sull'omonimo romanzo di Victor Hugo. Nella sua versione originale, però. Il musical che negli ultimi due decenni ha incantato oltre 30 milioni di spettatori, sarà rappresentato infatti al London Coliseum dal 23 al 27 gennaio in francese, con sottotitoli in inglese.
    "E' la prima volta che un musical francese di scena nella capitale britannica non viene tradotto", ha spiegato all'anteprima stampa il produttore storico dello spettacolo, Nicolas Talar. La longevità dello spettacolo è stata una sorpresa per i produttori e autori, a cominciare dallo stesso Cocciante. "Non mi aspettavo dopo 20 anni che l'opera fosse ancora in programmazione, perché non l'avevamo realizzata per motivi commerciali, ma per il piacere di scriverla", ha confessato con candore quasi auto-provocatorio il cantautore all'ANSA. "Ma è un'opera che ovunque vada sembra parlare con il pubblico", ha subito aggiunto, sottolineando come per lui si tratti di un'opera popolare contemporanea piuttosto che di un musical. "Innanzitutto è cantata dall'inizio alla fine; in secondo luogo è ispirata alla maniera di raccontare i drammi in musica di grandi compositori come Puccini o Verdi, anche se senza pretese", ha spiegato. "Sono un fervente ammiratore della forma musicale come espressione. Non come estetica, ma come espressione. Trovo che la musica parli come può parlare un testo, se scritto bene", ha insistito.
    Per la presentazione alla stampa del cast londinese dello spettacolo, che vede l'italiano Angelo Del Vecchio nel ruolo di Quasimodo - il gobbo di Notre Dame - e la libanese Hiba Tawaji in quello della zingara Esmeralda, Cocciante è volato apposta da Dublino, dove vive con la sua famiglia da ormai 18 anni. "Vivo per scelta in un paese dove non sono conosciuto. Ho scelto Dublino per essere fuori da un contesto. Non voglio vivere come la gente mi vede, ma come sono veramente, con i miei spigoli ed asprezze che sono forse la parte più vera di me", ha detto, osservando di essere rimasto sedotto dal popolo irlandese per la sua semplicità, genuinità e joie de vivre.
    A 72 anni, il musicista non nasconde di avere ancora molti progetti. "Vorrei riportare in scena Giulietta e Romeo ed anche Il Piccolo Principe, ma non posso dire altro", ha dichiarato citando le altre due opere di cui ha realizzato le musiche. Quel che è certo è che non farà più talent: "Anni fa avevo accettato di partecipare a The Voice perché mi sembrava interessante il fatto di scegliere dei cantanti senza vederli. Penso che viviamo in un'epoca in cui si dà troppa importanza al fisico, quando invece altri parametri sono più importanti. Poi, una volta dentro, ho trovato molto crudele questo meccanismo usa e getta dei giovani artisti ed ho sofferto molto a dover eliminare cantanti che mi piacevano". Cocciante non ama del resto la sensazione d'esser parte di un ingranaggio: "Come filosofia cerco di non ripetere le esperienze. Sanremo ad esempio non l'ho mai rifatto né lo rifarò come concorrente. Ogni volta che vivo un'esperienza cosi forte, rifiuto di ripeterla".
   

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