Janine von Thungen, Eternity, bronzi senza tempo

Dal 12/5 installazione a Malcontenta, villa palladiana su Brenta

VILLA FOSCARI (VENEZIA)  Strutture di bronzo che sembrano apparire quasi dal nulla sfiorando la terra, come tessuti, leggeri e senza tempo, solcati da fessure in cui si insinua la luce prorompente del giorno, pulsazione di vita: è 'Eternity', la grande installazione della scultrice tedesca Janine von Thüngen, allestita dal 12 maggio al 27 ottobre nel parco di Villa Foscari 'La Malcontenta', dimora storica palladiana, che si affaccia sul naviglio del Brenta poco prima di sfociare nella laguna di Venezia.
    Realizzata in concomitanza con la 57/a edizione della Biennale delle arti visive, l'esposizione en-plein-air, tra verde, acque e architetture, è stata curata dal critico Bruno Corà. ''La mia prima ispirazione nasce dalle catacombe, riemerse nella proprietà romana in cui vivo dal 2010, durante i lavori di restauro'', spiega la von Thüngen all'imbocco di quella ''viscera scavata nel terreno 2000 anni fa''. La roccia, nel vasto ambiente sotterraneo (che si ricollega alle vicine Catacombe di Domitilla), è completamente coperta da segni scolpiti, semplici linee o simboli cristiani, in una trama viva e palpitante che ha fortemente impressionato l'artista. Da qui la scultrice è dunque partita per elaborare un complesso procedimento capace di tradurre nel bronzo l'emozione, il senso di eternità sprigionati dal sito ipogeico. Per la nuova serie di sculture, Janine von Thüngen ha proceduto realizzando per prima cosa dei calchi (plasmati in silicone) delle antiche pareti, ottenendo così matrici uniche a doppia faccia. Quindi, in una fonderia specializzata, l'artista ha inventato una tecnica ad hoc che ha conferito al bronzo la porosità materica e il movimento sinuoso delle superfici catacombali. Con la sua ideazione ed elaborazione, i fenomeni fisici del positivo e negativo si sono in questo modo fusi, prendendo forma in un unico diaframma che include sia lo spazio che il tempo.
    Se gran parte della suggestione di questa nuova creazione della scultrice tedesca proviene dalla storia eterna dell'uomo (e di Roma), essa del resto si sposa con la poetica sviluppata negli anni e nel segno delle filosofie dell'Estremo Oriente, in particolare di quella dello Yin e dello Yang. ''Sono le basi della vita'', sottolinea Janine von Thüngen davanti ai modelli in scala delle strutture già inviate alla Malcontenta, dove sono state accuratamente allestite, con la base su cui poggiano i singoli bronzi piantata nel terreno e ben nascosta.
    ''L'effetto che si ha - commenta Corà - è quello di esili fazzoletti mossi dal vento. Eppure ogni opera pesa quasi una tonnellata''. Ecco dunque 'Eternity I' che si snoda sul tappeto erboso en plein air, con le sei parti in cui è articolata secondo l'allineamento a spirale, mentre 'Eternity II', costituita da due galassie a spirale, è stata collocata in più stretta prossimità della villa palladiana. '''Eternity I' ed 'Eternity II' costituiscono - dice il curatore - una forte proposta nell'ambito della scultura contemporanea suscitando interrogativi relativi all'essenza della materia, del tempo e delle entità del passato, presente e futuro nelle attuali conoscenze raggiunte dalla fisica e dall'estetica, senza tralasciare la valenza poetica della ricerca''.
    "Queste opere-insiemi - prosegue Corà - sono l'esito di una ricerca che ha impegnato la von Thüngen negli ultimi anni, protesa a dare corpo a una concezione di scultura in cui lo spazio-tempo si intreccia con la nozione martiniana di 'estensione', secondo cui la scultura avrebbe conosciuto una 'vita nuova' se avesse rinunciato alla rigidità monumentale e oggettuale, conquistando la quarta dimensione e l'estensione''.
    Janine von Thüngen è nata in Germania. Dopo gli studi compiuti a Monaco di Baviera alla Adsk sotto la guida di Nicolai Tregor (dal 1985 all'87) e un tirocinio prima nella moda poi nel design del costume e delle scene (compiuto nelle maggiori opera house europee), si è dedicata alla scultura e alle installazioni plastiche in spazi pubblici, in importanti collezioni private e musei, oltre che in istituzioni educative e studi di architettura. Nel 2000, dopo aver soggiornato ad Anversa, New York, Mosca e Parigi, giunge a Roma, dove attualmente vive e lavora. Presente in numerose mostre, le sue opere si trovano in collezioni private e musei del Belgio, Germania, Italia e Stati Uniti. (ANSA).
   

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