SCHEDA - Sanremo: quando la cronaca irrompe al Festival

Da Tenco a Claudio Villa, passando per proteste dei lavoratori

A poco più di una settimana dall'inizio del Festival di Sanremo, l'aria di festa che di solito si respira in Riviera in questo periodo è svanita improvvisamente: a spazzarla via, questa mattina intorno alle 8.30, è stata un'esplosione in una villetta a due piani in una zona residenziale della cittadina ligure che ha causato la morte di una donna di 77 anni. Il primo piano era stato preso in affitto da Gabriel Garko, chiamato da Carlo Conti ad affiancarlo nel ruolo di co-conduttore insieme a Madalina Ghenea e a Virginia Raffaele. L'attore è rimasto ferito, lieve trauma cranico e diverse escoriazioni. Ma soprattutto tanta paura. Non è la prima volta che al Festival irrompe la cronaca. Nei 66 anni dello spettacolo musicale più importante d'Italia, si sono registrati lutti e proteste. L'episodio che più è rimasto nella memoria collettiva è probabilmente il suicidio di Luigi Tenco. Era il 1967, edizione numero 17. Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio, il 29enne cantautore genovese, deluso per l'eliminazione dal festival della sua 'Ciao amore ciao', una canzone considerata troppo difficile per quel pubblico e quell'epoca, si spara un colpo di pistola alla tempia nella sua stanza d'albergo all'Hotel Savoy. Lascia un biglietto polemico, il cui incipit recita: ''Io ho voluto bene al pubblico italiano e gli ho dedicato inutilmente 5 anni della mia vita''.
    Venti anni dopo, è il 1987, tocca a un commosso Pippo Baudo salire sul palco, nella serata finale del Festival, per dare la notizia della morte di Claudio Villa, in un ospedale di Padova.
    ''Purtroppo - annuncia Baudo -, devo dare una brutta notizia. E mi sembra doveroso interrompere per un momento, questo spettacolo che è fatto di festa, di gioia e di canzoni per rivolgere l'ultimo applauso, a Claudio Villa''. Il 'reuccio' aveva 61 anni: ne aveva dedicati 45 alla canzone italiana.
    E' forse il Festival del 2005 quello più drammatico. Il 1 marzo, l'Ariston ammutolisce all'annuncio della morte inaspettata del popolare giornalista e conduttore tv Alberto Castagna. Uno strascico di polemiche accompagna la commozione del pubblico, che gli dedica una standing ovation: la notizia, infatti, non viene data in maniera tempestiva. Solo tre giorni dopo, aprendo la serata, Bonolis deve ancora fare i conti con una notizia luttuosa: la morte del funzionario del Sismi Nicola Calipari in Iraq, durante la liberazione dell'inviata del Manifesto Giuliana Sgrena, in Iraq.
    Nel 2012, invece, il Festival ha un sapore amaro per la morte di Whitney Houston alla vigilia della prima serata e per quella di Lucio Dalla, solo pochi giorni dopo la sua conclusione.
    L'anno successivo, commozione per la morte improvvisa di Alessio Gatti, figlio 22/enne di Franco, uno dei componenti dei Ricchi e Poveri, che annullarono la loro presenza come ospiti all'Ariston.
    Restano nella memoria anche altri episodi che hanno incrinato l'atmosfera gioiosa del Festival: nel 1995 Giuseppe Pagano, un operaio disoccupato, minaccia di buttarsi nel vuoto dalla balconata del teatro per protesta. E' Pippo Baudo a farlo desistere. Anche Fabio Fazio, nel 2014, fu interrotto dalla protesta di due disoccupati arrivati dalla Terra dei Fuochi, che saliti su una struttura del teatro minacciarono di buttarsi giù per manifestare contro la difficile situazione del lavoro in Campania.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA