/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Pier Paolo Pasolini, 40 anni senza l'intellettuale corsaro

Pier Paolo Pasolini, 40 anni senza l'intellettuale corsaro

Poeta, narratore, drammaturgo, appare oggi profetico e provocatorio

02 novembre 2015, 09:22

Redazione ANSA

ANSACheck

Ninetto Davoli e Pier Paolo Pasolini in una foto di scena tratta dal documentario di Gianni Amelio Felice chi è diverso - RIPRODUZIONE RISERVATA

Ninetto Davoli e Pier Paolo Pasolini in una foto di scena tratta dal documentario di Gianni Amelio Felice chi è diverso - RIPRODUZIONE RISERVATA
Ninetto Davoli e Pier Paolo Pasolini in una foto di scena tratta dal documentario di Gianni Amelio Felice chi è diverso - RIPRODUZIONE RISERVATA

Quando, negli ultimi anni, prima di morire ucciso nel 1975, Pier Paolo Pasolini svolge la sua attività ''corsara'' e ''luterana'', come intitolerà i suoi scritti, oltre a denunciare le trame e l'astrattezza del Palazzo, oltre a dichiarare ''io so, ma non ho le prove'' relativamente alla storia recente del Paese, scrisse che l'Italia stava vivendo ''un processo di adattamento alla propria degradazione''.

Oggi, a quaranta anni di distanza, non si può dire che quel processo sia concluso, ma certo quelle parole risultano drammaticamente profetiche. E' anche per questo, per la sua critica ''all'edonismo consumistico'' e ''al conformismo interclassista'', per aver colto, segnato e rappresentato un momento profondo di cambiamento della nostra società, dalle antiche tradizioni e cultura contadina, al materialismo e la violenza del dopo boom economico, che nel 1973 ha la sua prima e grave crisi, che Pasolini ha finito per diventare un punto di riferimento continuamente citato, eppure cassandra inascoltata, e la sua figura è finita quasi santificata, grazie anche ai misteri mai risolti legati alla sua morte violenta, al suo martirio.

Intellettuale vivace, intelligente e curioso, in anni in cui gli intellettuali erano anima della vita sociale e politica, artista multiforme, poeta, narratore, drammaturgo, regista cinematografico, filologo, critico, giornalista e polemista, quando la commistione di generi era ancora vista con sospetto, in tutto ciò in cui si è provato ha portato un tocco di personale innovazione, ha messo la sua vena polemica e provocatoria, frutto anche dell'essersi misurato con una vita difficile, contrastata e sofferta, esibita e patita e difesa.

Nato a Bologna nel 1922, girovaga per i paesi in cui viene trasferito il padre militare, poi dal 1937 torna a Bologna dove studia, segue all'Università le lezioni di un maestro come Roberto Longhi, fa amicizia con il gruppo di Leonetti e Roversi (coi quali negli anni '50 fonderà ''Officina''), collabora a riviste e pubblica in friulano le ''Poesie a Casarsa'', il paese dell'amatissima madre Susanna. Viene richiamato 15 giorni prima dell'8 settembre 1943, quando fugge e ripara proprio a Casarsa dove sono sfollati la madre e il fratello minore Guido, che, partigiano autonomista, nel 1945 resta ucciso in scontri con partigiani favorevoli a Tito, fatto che lo spingerà a un maggiore impegno politico e all'iscrizione al Pci, mentre inizia a insegnare.

Nel 1949, accusato di corruzione di minori del suo stesso sesso, per lo scandalo venne sospeso dalla scuola e radiato da partito e, come costretto a fuggire, si trasferisce a Roma (ne parlerà 30 anni dopo in''Amado mio'' e ''Atti impuri''). Se per Pasolini, e lo testimoniano i suoi primi versi, il Friuli era luogo quasi sognato, ''di una civiltà pre-capitalista - come ha scritto Vincenzo Mengaldo - e intrisa di religiosità primitiva, la quale si sottrarrebbe alla devastante ruspa della storia, opponendole la sua autenticità incontaminata'', così felici e liberi nella loro istintuale esistenza e sessualità sono i ''Ragazzi di vita'', romanzo scandalo del 1955, scritto invece in un romanesco non reale, mimetico, ma allusivo e reinventato letterariamente (quattro anni dopo arriverà ''Una vita violenta''). L'originalità e il dibattito aperto da queste opere mettono Pasolini al centro dell'attenzione culturale e mediatica e da allora la sua vita non fa che arricchirsi e diventare sempre più pubblica, compresa la sua sessualità, mentre lui cerca la provocazione, è ''l'ultimo apocalittico radicale'' come scrive Sanguineti , è assertivo e mai dialogico nelle sue esternazioni (arriva a chiedere che vengano sospese la scuola dell'obbligo e la televisione), nelle sue nostalgie e nelle sue visioni, nel suo non accettare alcuna omologazione, che è poi il suo dato più eversivo. Non resta allora che citare i suoi titoli principali, i versi delle ''Ceneri di Gramsci'', ''La religione del mio tempo, '' Poesie in forma di rosa''; i romanzi ''Il sogno di una cosa'', il bel ''Teorema'' (che nasce in seguito all'omonimo film) e il postumo e ambizioso ''Petrolio'', i drammi in versi, dopo il ''manifesto per un nuovo teatro'', ''Orgia'', ''Calderon'' e ''Affabulazione'', che proiettano nel mito i complessi temi psicologici della sua opera; quindi i film, a partire dal 1961 con ''Accattone'', poi ''Mamma Roma'' e ''La ricotta'', e ancora ''Edipo Re'' e il nuovamente scandaloso e intensissimo ''Vangelo secondo Matteo'', sino al ''Decameron'' e all'estremo, perché ultimo e per l'apocalittico pessimismo che lo pervade, ''Le 120 giornate di Sodoma''.

A tutto questo si aggiungono volumi di saggi letterari e raccolte di articoli, pubblicati appunto tra l'altro coi titoli ''Lettere luterane'' e ''Scritti corsari''. Un'eredità articolata, ricca, che cresce col tempo, la cui attualità, come scrisse il suo amico Gian Carlo Ferretti, ''riposa nella duplicità, nell'ambivalenza drammaticamente esibita fra pubblico e privato, fra l'opera e l'uomo, fra la pagina scritta e l'offesa quotidiana sopportata in pubblico e in pubblico denunciata e urlata''.
PER/

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza