• Internet, il 92% dei giovani affronta il tema della sicurezza a scuola

Internet, il 92% dei giovani affronta il tema della sicurezza a scuola

Da uno studio emerge che il 77% di chi incappa nel bullismo lo segnala; solo il 4% è poco connesso

 Tra gli adolescenti cominciano a fare effetto le campagne sull'uso consapevole della Rete. La percezione dei rischi sale: ad esempio, 9 su 10 si dicono infastiditi quando, navigando, s'imbattono in episodi di cyberbullismo. Tuttavia, sebbene possa confortare che quasi 4 su 5 li segnalino o ne parlino con gli adulti, non si può trascurare che circa 1 su 5 non intervenga o, in casi peggiori, aiuti il contenuto ad essere più virale tramite like o condivisioni. A dirlo sono i dati di una ricerca condotta da Generazioni Connesse - il Safer Internet Center Italiano, coordinato dal MI - e curata da Skuola.net, Università 'Sapienza' di Roma e Università di Firenze, in occasione del Safer Internet Day 2020, la giornata per la sicurezza online.

A rispondere 5185 studenti di scuole medie e superiori. Quasi la totalità dei partecipanti alla ricerca (91%) discute o ha discusso con i propri professori di nuove tecnologie: il 34% "spesso", il 38% "qualche volta", il 19% "raramente". Se potessero approfondire, più del 40% si concentrerebbe sul tris cyberbullismo, dipendenza da Internet ed uso delle tecnologie digitali nella didattica (tra l'altro, solo il 58% dichiara di utilizzare quotidianamente in classe gli strumenti tecnologici - LIM, tablet, pc - per approfondire lezioni). Dall'indagine emerge che gli studenti dimostrano di aver imparato abbastanza bene la lezione, provando a mettere un freno alla propria dipendenza da tecnologia.

Se, infatti, il 7% si dichiara "sempre connesso", quindi non riesce più a distinguere tra quanto tempo passa on e off line, il trend rispetto alle precedenti rilevazioni è di una netta riduzione del fenomeno: nel 2018 il dato si attestava al 21%, quasi tre volte di più. La maggioranza (46%) si 'limita' invece a 3-4 ore di presenza digitale, un ulteriore 20% a 1-2 ore. Appena il 4% dichiara di non connettersi mai o raramente: due anni fa erano esattamente il doppio. Certo, il 20% racconta di controllare lo schermo del telefono più di dieci volte in un'ora, il 15% indicativamente dieci, il 29% attorno alle cinque volte. Ma 1 su 5 - il 19% - dice che gli può capitare di non controllarlo affatto nell'arco dei 60 minuti.

Di fatto Internet e, in particolar modo, i social media incidono profondamente sui rapporti personali e sulle emozioni. La maggioranza dei ragazzi raggiunti dall'indagine, grazie a queste piattaforme, si sente più connessa alle vite di amici e conoscenti (76%). Non solo, 2 su 3 ritengono che i social media abbiano un effetto positivo sulla sintonia empatica con i propri amici e sulla propria creatività. Ma meno della metà (43%) afferma di sentirsi sostenuto dalla sua community di riferimento nei momenti di difficoltà, il 55% dice di sentirsi sopraffatto dalle notizie negative a cui viene esposto sui social. E' poi sempre più palpabile una crescente pressione sociale: 2 su 5 sentono il peso di dover postare solo contenuti che abbiano tanti like o che li facciano sembrare interessanti.

Mentre il continuo confronto con le vite degli altri, sempre per 2 su 5, spinge ad essere insoddisfatti della propria. Un terzo del campione (34%) è stato testimone almeno una volta di episodi di cyberbullismo con vittima un coetaneo. E per fortuna l'87% non hanno gradito; solo il 4% afferma di non aver avuto alcun sussulto e il 3% di essersi addirittura divertito. Inoltre, ben il 77% non ha sottovalutato la cosa (il 40% ha segnalato il contenuto, il 34% ha chiesto aiuto ad amici o adulti sul da farsi, il 3% si è rivolto ad una Helpline), anche se rimane chi si dimostra meno consapevole: il 18% ha ignorato l'episodio; il 5%, purtroppo, trovandolo divertente ha messo like o commentato.

Discorso simile per quanto riguarda le fake news. Praticamente a tutti (91%) ne è passata una tra le mani. Ma la maggior parte (60%) non l'ha presa bene. Il 39%, di fronte a una bufala, è propenso a segnalare la notizia al gestore del sito o a cancellarla dal proprio profilo. L'indagine è anche stata l'occasione per capire quante e quali speranze gli adolescenti ripongano nelle potenzialità del web in ottica futura. Il 31% del campione prende infatti in considerazione l'idea di diventare youtuber e influencer di professione, mentre il 4% già si dichiara tale.

 

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