Scienza e passione, la Scientifica si racconta a ragazzi

Celebrata in tutta Italia la prima giornata dedicata alle scuole

 Scienza e passione, specializzazione e fattore umano, dal quale neanche la più sofisticata tecnologia può prescindere. La Polizia scientifica celebra la Prima giornata dedicata alle scuole con una serie di appuntamenti in tutta Italia e un incontro a Roma con il capo della Polizia Franco Gabrielli e con il direttore della Direzione anticrimine centrale Francesco Messina. "Quello che vedete oggi - ha spiegato ai ragazzi Gabrielli - non e' uno spot o una conquista recente, ma il frutto di un lavoro che viene da lontano, che ha caratterizzato la vita del Paese e che ha avuto il contributo di tanti personaggi che hanno fatto grande la Polizia scientifica". Tre, dice ancora, sono le parole chiave che riassumono la specialità: "competenza, passione e umanità". Le stesse che valgono per l'intero Corpo. "La Polizia che amo - sottolinea infatti Gabrielli - non è quella muscolare e autoreferenziale ma quella capace di intercettare i bisogni e le necessità della gente".

L'obiettivo dell'incontro - organizzato nell'ambito di un programma di comunicazione e formazione su sicurezza, cultura scientifica e legalità finanziato dalla Regione Lazio e da un progetto europeo sul potenziamento del network italiano di balistica - è far arrivare ai giovani un messaggio che combini la cultura scientifica con i concetti di legalità e sicurezza. La ricerca continua della verità che contribuisce a realizzare un'ideale di giustizia cui devono tendere le nuove generazioni, sottolinea il Dipartimento, è possibile attraverso il connubio indefettibile tra scienza e il fattore umano. "Avvicinarli alla realtà che noi quotidianamente viviamo - ha detto Messina - può far crescere in questi ragazzi il loro senso civico". Al palazzo dei Congressi di Roma era presente anche Manuel Bortuzzo, il giovane nuotatore rimasto paralizzato dopo esser stato colpito da un colpo di pistola. "Nel mio caso l'importanza della scientifica è evidente - ha raccontato - perché in pochissimo grazie alla balistica si è riusciti a risalire ai miei aggressori. E sempre grazie alla balistica ho saputo che i frammenti del proiettile non avrebbero causato danni, ho potuto fare la risonanza magnetica e sapere che non e' tutto perso".

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