Corinaldo: pm, giudizio immediato per 6

Chiari e concordanti elementi di responsabilità per banda spray

La Procura della Repubblica di Ancona ha depositato al gip la richiesta di giudizio immediato per sei persone arrestate il 2 agosto nell'ambito dell'inchiesta sulla strage della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in cui morirono cinque adolescenti e una giovane madre e circa 200 persone rimasero ferite. Si tratta della 'banda dello spray', giovani tra i 19 e i 22 anni, del Modenese, che in varie località italiane hanno usato spray urticante in discoteche e locali per rubare catenine e monili.

I sei sono ritenuti responsabili di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo. Nei loro confronti, dopo un anno di indagini, sono emersi "chiari e concordanti elementi di responsabilità". La svolta a pochi giorni dall'anniversario della strage, avvenuta nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018.

Chi sono i sei della cosiddetta banda dello spray: si chiamano Ugo Di Puorto, Andrea Cavallari, Moez Akari, Raffaele Mormone, Souhaib Haddada e Badr Amouiyah. Tutti residenti in provincia di Modena, di età compresa tra 19 e 22 anni, qualcuno operaio, qualcuno in cerca di occupazione dopo avere terminato gli studi, sono stati arrestati il 2 agosto, dopo una serie di complessi accertamenti tecnici e ritenuti responsabili di almeno un centinaio di colpi, tra furti e rapine in locali del centro e nord Italia, messi in atto spruzzando spray al peperoncino e poi approfittando della confusione per sfilare o strappare collane e monili.

Lo stesso modus operandi usato nella notte tra il 7 e l'8 dicembre a Corinaldo, dove con il gruppo c'era anche Eros Amoruso, morto pochi mesi dopo in un incidente stradale.
   

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