Un francobollo per l'incontro tra San Francesco e il sultano

Presentato al Mise, tiratura 2,5 milioni con affresco di Giotto

Presentato, al ministero dello Sviluppo economico, il francobollo celebrativo dello storico incontro tra San Francesco e il sultano Malik-al-Kamil avvenuto 800 anni fa a Damietta. Il francobollo, con una tiratura di 2,5 milioni di esemplari, riproduce l'affresco di Giotto presente nella basilica di San Francesco d'Assisi intitolato "La prova del fuoco davanti al Sultano" in cui è raffigurato proprio il santo di Assisi al cospetto del sultano d'Egitto. All'evento hanno partecipato il vicepremier e ministro Luigi Di Maio, la presidente di Poste italiane Maria Bianca Farina, il Custode del Sacro convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, il direttore della sala stampa del Sacro convento, padre Enzo Fortunato, monsignor Giorgio Chezza, ambasciatore d'Italia presso la Santa sede e Mohamed Abdel Qader, imam di Perugia.

"L'attenzione alla povertà e alle differenze, San Francesco le ha realizzate in un periodo storico dove le divisioni sociali erano stratificate e difficilmente modificabili. I suoi insegnamenti, occuparsi dei poveri e donare conforto e misericordia, sono diventati precetti universali che superano le barriere ideologiche e religiose. Un messaggio dirompente la cui forza intrinseca deve essere il faro del nostro agire politico", ha sottolineato Di Maio. "Con l'annullo filatelico di questo francobollo, vorremo dire innanzitutto che non dobbiamo più girare lo sguardo dall'altra parte. Davanti alle differenze è facile reagire urlando, fuggendo o aggredendo - ha detto padre Gambetti - È necessario levare gli occhi e guardare l'altro in volto: è nostro fratello, qualsiasi colore abbia la sua pelle, qualsiasi sia il suo credo religioso. Guardiamo avanti, guardiamo le persone negli occhi - ha continuato - per camminare lungo percorsi di riconciliazione.

Una via che chiede accoglienza, conoscenza dell'altro e libertà interiore; una via di ricerca della verità attraverso il confronto e il dialogo. Sono queste le strade da percorrere anche per la politica, ad ogni livello. In quest'ottica - ha concluso - speriamo che questo francobollo possa servire per stimolare a scrivere ed inviare nuovi messaggi di pace, di fratellanza, di benevolenza per l'altro. Siamo convinti, infatti, che a distanza di otto secoli la profezia di Francesco è più che mai valida per il futuro".   

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