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Scuola: studenti in piazza in 70 città. A Milano bruciate bandiere Lega ed M5s, uova e petardi contro la polizia

Scuola: studenti in piazza in 70 città. A Milano bruciate bandiere Lega ed M5s, uova e petardi contro la polizia

"Dal Governo solo promesse". Flash mob a Piazza Montecitorio. A Padova occupata la facoltà di Scienze Politiche

ROMA, 17 novembre 2018, 10:36

Redazione ANSA

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Scuola: studenti, in piazza siamo in 100 mila - RIPRODUZIONE RISERVATA

Scuola: studenti, in piazza siamo in 100 mila - RIPRODUZIONE RISERVATA
Scuola: studenti, in piazza siamo in 100 mila - RIPRODUZIONE RISERVATA

Gli studenti tornano in piazza in 70 città oggi e domani per reclamare più investimenti per l'istruzione. Le bandiere della Lega e del Movimento 5 Stelle sono state bruciate in piazza Duomo, a Milano, durante il corteo "No Salvini day". I contestatori hanno dato alle fiamme le bandiere urlando slogan contro i due partiti e i loro rappresentanti. Sono state lanciate uova confronti le vetrine del negozio Zara e una ricevitoria in piazza Diaz è stata imbrattata con vernice. I manifestanti hanno lanciato uova e petardi contro gli agenti disposti in tenuta antisommossa, a pochi metri dal consolato Usa. I contestatori hanno acceso alcuni fumogeni ma si sono fermati prima delle transenne. 

"Dal Governo solo promesse e tagli ai finanziamenti, vogliamo l'approvazione dei nostri emendamenti alla manovra", dice Giacomo Cossu, Coordinatore nazionale di Rete della Conoscenza. "Dal Ministero dell'Istruzione in questi mesi abbiamo ricevuto solo tagli e orecchie da mercante: il massimo esempio è il falso superamento dell'alternanza, che significa solo risparmi per il Miur e orientamento al lavoro per gli studenti", dichiara Giulia Biazzo, coordinatrice nazionale dell'Unione degli Studenti. Per Alessio Bottalico, Coordinatore nazionale di Link Coordinamento Universitario, "dal Ministro Di Maio abbiamo ricevuto solo promesse: sull'Università e sul diritto allo studio nella Legge di Stabilità non c'è un euro in più. Lo ripetiamo ormai da mesi, senza investimenti, anche quest'anno l'emergenza degli idonei non beneficiari è dietro l'angolo".

I temi sul tavolo sono "le diseguaglianze e l'alternanza scuola lavoro, la legge di bilancio, l'edilizia scolastica e gli investimenti, il numero chiuso universitario e le scuole sicure". Due tronconi composti da centinaia di partecipanti sono partiti da largo Cairoli e da piazza Oberdan e si riuniranno in via Broletto. Una delle soste sarà il consolato degli Stati Uniti, una location decisa per manifestare solidarietà alla "carovana migrante" che sta raggiungendo con grandi difficoltà il confine tra Messico e Stati Uniti. Due giorni fa, ad anticipare il corteo, un gruppo di studenti ha inscenato una breve protesta all'ingresso del Provveditorato agli studi, dove sono stati accesi fumogeni e sono state depositate un cumulo di macerie in modo da evidenziare simbolicamente le condizioni di precarietà strutturale in molti istituti scolastici. Nei giorni ancora precedenti, per pubblicizzare il corteo, erano stati affissi alcuni manifesti con Salvini nei panni di un ratto e altri con il vicepremier colpito con un libro da uno studente.

 A Padova circa 120 studenti universitari aderenti alla sigla Udue (unione degli studenti universitari) hanno occupato ieri sera il dipartimento di Science Politiche in via del Santo a Padova, per protestare - spiegano - contro le politiche del Governo. Gli universitari si erano riuniti per un’assemblea nel pomeriggio e hanno poi deciso di continuare la discussione occupando la sede, dove rimarranno per tutta la notte e anche domani. "Come associazione studentesca non possiamo stare fermi; per questo abbiamo scelto di attivarci, occupando la facoltà di Scienze Politiche per mandare un messaggio chiaro al governo. Occupare l'università è il simbolo più chiaro di come sia un luogo bistrattato e trascurato da tempo, quello dell'istruzione e della formazione". La situazione comunque è tranquilla, la polizia sta tenendo sotto controllo gli ingressi della facoltà.

"Oggi ci sono i ragazzi che manifestano qui a Napoli perché le scuole cadono a pezzi e hanno ragione. Eppure i fondi ci sono e sarebbe interessante sapere perché non sono stati spesi" ha detto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, commentando, nel corso del suo intervento all'Università Federico II, il corteo studentesco svoltosi in città. "Forse non vengono investiti fondi perché questo tipo di lavori non hanno un ritorno elettorale immediato".
   

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