• Vaticano regala Nikon che ha immortalato Pontefici a ex clochard

Vaticano regala Nikon che ha immortalato Pontefici a ex clochard

Da scatti a Benedetto XVI e Francesco a quelli per strade di Roma, la rinascita

 Dagli scatti al Papa alle fotografie sulla vita di strada: sarà questa la nuova 'vita' di una Nikon usata dai fotografi ufficiali della Santa Sede. La Divisione produzione fotografica di Vatican Media  ha deciso di donare la macchina fotografica, compresa di obiettivo, scheda di memoria e caricabatterie a Daniele Ciarlantini, un ex senzatetto che potrà così documentare la vita di strada a Roma, e le attività della Ronda della Solidarietà, l'associazione dei volontari che assistono i clochard, dando loro cibo, vestiti, ma anche vicinanza e affetto.

Le prime due macchine, tascabili e automatiche, Daniele le ha avute dalla stessa associazione, che lo ha inserito in un progetto e gli ha chiesto di scattare foto di Roma durante i suoi quotidiani spostamenti alla ricerca di un pasto caldo, di una bevanda, di un luogo dove ripararsi dalla pioggia e dal freddo, di un amico con il quale scambiare due parole. Oggi Daniele - racconta Vatican News - ha di nuovo un tetto, dopo essere finito sulla strada per aver perso il lavoro, e le sue foto migliori sono state protagoniste, nel 2016, della mostra "Autobiografia di strada" ospitata dall'Idi.

"La fotografia mi realizza - racconta Daniele Ciarlantini al portale vaticano - quando ho la macchina fotografica la sento parte di me, del mio stile di vita, e quindi mi completa. Ho iniziato a fotografare quasi per gioco, e da lì è nata una passione. La mia è fotografia da strada, per raccontare ciò che vivo per strada. Prima ero una persona che non aveva un obiettivo, uno scopo, adesso il mio obiettivo sono le fotografie che faccio vivendo la strada, comunicando ciò che è realmente la strada. E quindi mi fa sentire quasi un raccontastorie".

ù"A Roma trovare cibo non è così difficile - dice Marzia Giglioli, presidente della Ronda della Solidarietà - anche se la situazione è molto grave. Per fortuna c'è molta solidarietà, quello che manca è la vicinanza con queste persone, il loro esistere. Girarsi dall'altra parte è la nostra colpa. Quelli che vivono sulla strada hanno bisogno di diventare reali, perché sono invisibili". 

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