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Radio Maria sospende padre Cavalcoli, aveva detto che il terremoto è un castigo divino

Radio Maria sospende padre Cavalcoli, aveva detto che il terremoto è un castigo divino

Stop alla trasmissione mensile del sacerdote, che ancora ieri - nonostante la presa di distanza della Santa Sede - confermava le sue parole

ROMA, 06 novembre 2016, 14:13

Redazione ANSA

ANSACheck

Padre Giovanni Cavalcoli - RIPRODUZIONE RISERVATA

Padre Giovanni Cavalcoli - RIPRODUZIONE RISERVATA
Padre Giovanni Cavalcoli - RIPRODUZIONE RISERVATA

"Radio Maria ritiene inaccettabile la posizione di Padre Giovanni Cavalcoli riguardante il terremoto e lo sospende con effetto immediato dalla sua trasmissione mensile". Lo comunica la stessa emittente cattolica riguardo al caso del prelato che ha parlato di "castigo di Dio" relativamente al sisma.

Ancora ieri a La Zanzara su Radio 24, il sacerdote  non si è scusato per le frasi sul terremoto da lui dette a Radio Maria il 30 ottobre: "Confermo tutto, terremoti provocati da peccati dell'uomo come le unioni civili". "Il Vaticano? Si ripassino il catechismo", ha aggiunto intervistato da Giuseppe Cruciani. 


"Sono dottore in teologia da 30 anni, ho lavorato in Vaticano con san Giovanni Paolo II - ha detto padre Cavalcoli incalzato da Cruciani - e ribadisco che peccati come l'omosessualità meritano il castigo divino", che si può manifestare anche con i terremoti. Evocando anche "Sodoma e Gommora", il padre domenicano ha ripetuto più volte che quelli che sono i "principi dell'etica cristiana" che dicono che "l'omosessualità è contro natura, sono peccatori". Neanche la dissociazione di Radio Maria dalle sue parole e l'intervento del Vaticano hanno fatto cambiare idea al frate domenicano, che con il suo accento romagnolo ha risposto: "ripassino il catechismo".

Vaticano deplora Radio Maria, offensiva e scandalosa - Il Vaticano condanna le affermazioni andate in onda su Radio Maria riguardo al terremoto come "castigo divino" dopo le unioni civili. "Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede", deplora mons. Angelo Becciu, sostituto alla Segreteria di Stato, interpellato dall'ANSA. Becciu ha spiegato che si tratta di affermazioni "datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo". "I terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa".

"Cristo - ha aggiunto mons. Becciu - ci ha rivelato il volto di Dio amore non di un Dio capriccioso e vendicativo. Questa - spiega - è una visione pagana, non cristiana". "Chi evoca il castigo divino ai microfoni di Radio Maria - afferma ancora mons. Becciu - offende lo stesso nome della Madonna che dai credenti è vista come la Madre misericordiosa che si china sui figli piangenti e terge le loro lacrime soprattutto in momenti terribili come quelli del terremoto". "Radio Maria - aggiunge il prelato, tra i più stretti collaboratori del Papa - deve correggere i toni del suo linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco specie nell'anno giubilare. Non possiamo non chiedere perdono ai nostri fratelli colpiti dalla tragedia del terremoto per essere stati additati come vittime dell'ira di Dio. Sappiano invece che hanno la simpatia, la solidarietà e il sostegno del Papa, della Chiesa, di chi ha un briciolo di cuore".
 
 Radio Maria si dissocia - Sul suo sito l'emittente cattolica si dissocia dalle frasi 'incriminate' precisando peraltro che non vanno attribuite al direttore padre Livio Fanzaga.
La redazione dell'emittente cattolica ha spiegato che "le espressioni riportate sono di un conduttore esterno, fatte a titolo personale, che non rispecchiano assolutamente il pensiero di Radio Maria al riguardo".

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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