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Camorra: pentito, ecco come abbiamo combinato le partite

Camorra: pentito, ecco come abbiamo combinato le partite

Collaboratore parla di riunioni, accordi, messaggi e pagamenti

NAPOLI, 23 maggio 2016, 18:54

Redazione ANSA

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E' in un interrogatorio del 25 febbraio 2015 che il pentito Antonio Accurso parla per la prima volta con i magistrati della Dda di Napoli delle presunte combine delle partite di calcio. "Io in prima persona - si legge nel verbale - ho influito sui risultati delle seguenti partite di calcio: serie B campionato 2013-2014, Modena-Avellino del 17.5.2014 e Avellino-Reggina del 25 maggio 2014". "Un giocatore dell'Avellino, e prima ancora della Triestina, Armando Izzo - racconta - è un nostro parente, essendo nipote di Salvatore Petriccione (uno dei fondatori del clan Vinella Grassi, ndr). Già quando militava nella Triestina, vi fu un abbozzo di combine in cui mio fratello Umberto, accompagnato da Mario Pacciarelli, andarono a Trieste sapendo che la società non pagava gli stipendi ai giocatori per vedere se si poteva far qualcosa, ma senza risultato. A marzo-aprile del 2014, si presentarono da noi Armando Izzo e un certo Pisacane, anche lui giocatore dell'Avellino, famoso per aver rinunciato a 50mila euro per vendersi una partita, cosa che divenne pubblica e che portò il presidente della FIFA Blatter a conferirgli un premio. Io li stimolai per sapere se vi era la possibilità di combinare qualche partita dell'Avellino, anche se era già il girone di ritorno inoltrato. Dissero che era molto difficile coinvolgere tutta la squadra; allora, poiché si trattava di due difensori titolari, chiesi loro se era possibile subire solo un gol, sul quale potere scommettere. Pisacane si rifiutò dicendo che lui queste cose non le faceva ed era stato anche premiato per il suo comportamento sportivo. Izzo si mostrò più disponibile, ma non lo fece davanti al Pisacane''. 

"Poi - aggiunge il collaboratore di giustizia - vi è Luca Pini, altro giocatore delle giovanili dell'Avellino, la cui famiglia è della 167 (un quartiere popolare di Napoli - ndr). Pini è amico di Salvatore Russo, detto Geremia. Geremia chiama mio fratello Umberto e gli dice che Pini gli aveva detto che Millesi, uno dei giocatori più influenti dello spogliatoio dell'Avellino, voleva parlare con noi della Vinella Grassi". Il primo incontro fu alla vigilia della partita Cesena-Avellino "ma non si concluse nulla". "Vi fu un altro incontro alla vigilia di Avellino-Trapani e sempre non si concluse nulla, non so di preciso perché, anzi posso dire che forse mio fratello era un po' timido nel dire apertamente quanto volessero per vendersi la partita". "Ci fu poi un terzo incontro - continua Accurso - il 14 maggio 2014, giorno della finale di Europa League Benfica-Siviglia, alla trattoria La Casereccia di Casoria, presenti io, mio fratello, Geremia, Pini e Millesi; quando io iniziai un discorso chiaro, andando al sodo, Millesi mi disse chiaramente che Castaldo ed altri giocatori che avevano il suo stesso procuratore facevano quello che lui diceva; io gli dissi che noi avevamo Izzo che era disponibile e Millesi mi disse allora che l'unico da convincere era il portiere, Seculin. Pini fece venire anche Izzo sul posto, valutammo la quota della partita e mi chiesero quanto potevo dare in contanti per 'compromettere' la partita successiva, Modena-Avellino, che si sarebbe giocata il 17 maggio 2014. Io offro duecentomila euro, in base alla quota, che era alla pari; la sera successiva gli mando, tramite Pini, 150mila euro. Il venerdì mattina e comunque prima della partenza per Modena venni a sapere da Pini, che mi mostrò i relativi sms del Millesi, che avevano problemi a convincere il portiere. Allora Pini si accinse ad andare a riprendere i 150mila euro ed io feci la controproposta di sapere se almeno poteva l'Avellino subire un gol dal Modena; Millesi, che era già in ritiro, fece arrivare la risposta via sms sul cellulare di Pini, che si poteva fare. Pini giocava nelle giovanili dell'Avellino, ed i messaggi venivano camuffati come compravendite di orologi che Pini poteva giustificare in quanto la sua famiglia ha una gioielleria. Sul 'gol casa' in Modena-Avellino noi della Vinella scommettemmo dunque circa 400mila euro vincendone 60mila euro. Vi fu anche una complicazione, dovuta al fatto che l'allenatore dell'Avellino Rastrelli, contrariamente a quanto avvenuto nella riunione tecnica, non schierò in difesa Izzo; noi ci allarmammo e mandammo una serie di sms a Millesi tramite il solito Pini. Il primo tempo finì 0-0 ma nell'intervallo Millesi negli spogliatoi parlò con il giocatore che era stato schierato al posto di Izzo (di cui il collaboratore di giustizia fa il nome, ma non è noto se è indagato - ndr) e subito all'inizio del secondo tempo l'Avellino passa in svantaggio e dalle immagini è evidente la responsabilità" del calciatore citato "sul gol subito".
    "A Pini - dice Accurso - consegnammo 30mila euro da dare a Millesi e Izzo. Poi loro diedero qualcosa" al giocatore che avrebbe aderito alla combine. "Noi allorché ci riprendemmo i 150mila euro concordammo che avremmo dato, in caso di gol subito, la somma di 50mila euro; poi ne demmo solo 30mila a causa della riduzione progressiva della quota dovuta al flusso di giocate". "Nella settimana successiva ci incontrammo di nuovo alla trattoria La Casereccia di Casoria, mio fratello si era appena dato latitante per la condanna per l'omicidio Faiello.
    Eravamo io, Izzo, Millesi, Pini e Geremia. La partita successiva era Avellino-Reggina e Millesi si offrì subito, per 50mila euro, di intervenire con quelli della Reggina per garantire la vittoria dell'Avellino. Gli mandammo subito 50mila euro per il tramite di Pini e la domenica mattina Millesi mandò il solito sms a Pini che disse a Geremia che potevamo giocarci 1 fisso sulla vittoria dell'Avellino. Scommettemmo circa 400mila euro, la partita finì 3-0 per l'Avellino e guadagnammo 60mila euro, anzi 110 mila sulle scommesse da cui andavano dedotti i 50mila già dati a Millesi. La sera stessa io venni arrestato e Pini era in mia compagnia. La partita Avellino-Reggina era appena finita che Millesi mandò a Pini un sms dicendo che c'erano 'ottime notizie' per la partita Padova-Avellino, l'ultima di campionato, ma non se ne fece nulla perché io venni arrestato". 

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