Violenza contro le donne, quattro artiste unite per dire no

Calendario 2015 del SNFIA “L’arte illumina l’anima e spegne la violenza”

“L’arte illumina l’anima e spegne la violenza”. È questo il messaggio scelto da SNFIA, il Sindacato dei Funzionari e delle Alte Professionalità Assicurative, che martedì 25 novembre alle ore 18, presso la Quadriennale di Roma-Villa Carpegna, celebra la ricorrenza della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, presentando il Calendario 2015.

Quattro artiste – Tomaso Binga, Teresa Coratella, Marilù Eustachio, Elisa Montessori - per dodici opere pittoriche - una per ogni mese - per ribadire che la violenza contro le donne va combattuta tutti i giorni dell’anno e l'arte, capace di generare ribellione, riscossa, rinascita, può essere uno strumento centrale in questa battaglia.

"In ciascun quadro - spiega una nota - le artiste interpretano il dramma del femminicidio secondo il proprio sentire, facendone un'esortazione a esplorare attraverso l'arte, interprete di linguaggi di contemporaneità, quei territori sconfinati dell'animo umano in cui talvolta si nasconde la violenza. Un'offesa da spezzare. Ovunque. Che sia nelle case, dove troppo spesso le donne vengono maltrattate e uccise, o nei luoghi di lavoro, dove troppo spesso vengono negati alle donne merito e professionalità. Nell’uno e nell’altro caso con una analoga negazione del diritto di affermare la propria identità di lavoratrici, donne, persone".

"Si può trovare un altro modo di vivere il femminicidio, che sfugga al pur legittimo punto di vista comune? La condanna collettiva di uno degli atti più esecrabili dell'agire umano può trovate una diversa chiave di lettura, che ne metta in crisi o quantomeno in discussione la condanna senza appello? - si interroga nella nota Marino D'Angelo, Segretario Generale di SNFIA - La risposta del Cuore è un indiscutibile, certo no. Eppure esiste un altro punto di vista. Una prospettiva che, lasciando immutata l'abiura del fatto, può trasportare il suo giudizio dall’etica di una rassicurante sentenza irrevocabile al percorso propositivo di un’etica del che fare. E questo punto di vista è quello dell'assassino. Quello degli occhi capaci di invertire da positivo a negativo il polo dell'Amore: dall'Amore che dona Vita, all'Amore che produce Morte. Attuare questo cambio di vista non significa perdonare, ma darsi la possibilità di capire che il femminicidio non è altro che una feroce declinazione della sopraffazione dell'Uomo sull'Uomo. La violenza contro le donne va combattuta tutti i giorni dell’anno: i rossi del calendario non valgono” - conclude il segretario generale.

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