Viticoltura italiana nata in Sicilia

L'analisi sul Dna di 2000 vitigni tra coltivati e selvatici

(ANSA) - ROMA, 21 NOV - Come in un test di paternità, l'analisi di circa 2.000 vitigni tra selvatici e coltivati e i relativi 295 profili genetici dedotti, confrontati con quelli di 1500 viti euroasiatiche, indica che la Sicilia è stata al centro dello sviluppo della viticoltura in Italia. La ricerca è italiana, coordinata da Francesco Carimi e Roberto De Michele dell'Istituto di Bioscienze e Biorisorse (Ibbr) del Consiglio Nazionale delle Ricerche a Palermo, che l'hanno pubblicata sulla rivista Frontiers in Plant Science. "L'analisi permette di ricostruire la storia della domesticazione e coltivazione della vite in Italia e in particolare nell'Italia Meridionale" dice all'ANSA Carimi. La ricerca mostra, aggiunge, che "la Sicilia è stata un centro molto importante, dove si è cominciato a coltivare la vite già nell'età del rame intorno a 6.000-5.000 anni fa. Ipotesi già avanzata nel 2017 da ricercatori che hanno analizzato i residui di vino contenuti in anfore provenienti dal monte Kronio, ad Agrigento, databili all'età del rame".
   

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