Vino di qualità in Valle templi, aumentano ettari coltivati

(ANSA) - AGRIGENTO, 11 SET - Incrementa gli ettari di terreno coltivati a vigna e mira a passare dalle attuali 3.500 bottiglie a circa tredici mila. Il Parco archeologico di Agrigento, che è già passato da 2 a 5 ettari coltivati, lo farà con il progetto "Diodoros II". Tra i filari delle vigne della Valle crescono vitigni autoctoni come il Nero d'Avola, il Nerello Cappuccio e il Nerello Mascalese che danno vita al vino "Diodoros": un prodotto di eccellenza apprezzato dagli esperti del settore.
    Il progetto, che sarà articolato in venti anni, è stato presentato nella sede di Villa Aurea dal direttore del Parco archeologico, Roberto Sciarratta, e dal presidente della cooperativa Cantine viticoltori associati di Canicattì (Ag) che hanno siglato una nuova intesa che disciplina la gestione del nuovo vigneto. "Questa iniziativa non è un souvenir - ha spiegato Sciarratta - ma una complessa opera di recupero del paesaggio che abbiamo intrapreso negli ultimi anni e che ha visto il Parco vincere il Premio del paesaggio nel 2017. Questo progetto, nato quasi dieci anni fa, è di valorizzazione e di ripresa della coltivazione".
    "E' un marchio di qualità - ha spiegato il presidente della coop Cantine viticoltori associati di Canicattì, Giovanni Greco - che sarà testimonianza di queste bellezze di livello mondiale.
    L'obiettivo è legare le bellezze archeologiche e paesaggistiche alle produzioni di eccellenza. Questo territorio ha una particolare vocazione per le produzioni di qualità, impiantare altri ettari di terreno significa veicolare in maniera importante il turismo enogastronomico e l'economia in generale".
    (ANSA).
   

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