Clan etneo gestiva spaccio, 16 arresti

Blitz Cc e Ps nel Catanese, sgominata cosca legata a Cosa nostra

(ANSA) - CATANIA, 12 FEB -Si sono avvalse delle intercettazioni compiute dagli investigatori a bordo dell'auto blindata acquistata da uno degli indagati - da qui il nome dell'operazione, chiamata 'Città blindata' - e delle dichiarazioni di sei collaboratori di giustizia le indagini che hanno portato stamane a Biancavilla (Catania) all'arresto da parte di Polizia di Stato e carabinieri di 16 presunti appartenenti - 10 erano già in carcere - ad un gruppo mafioso accusato di gestire un traffico di droga nel paese. I provvedimenti restrittivi sono l'esito di tre distinte attività investigative in seguito ad una escalation di violenza a Biancavilla, dove il clan che voleva imporre il suo predominio territoriale. Le indagini, che hanno preso avvio dopo gli omicidi di Agatino Bivona, ucciso il 13 gennaio 2014, e di Nicola Gioco, freddato due giorni dopo, hanno fatto emergere i contatti tra Giuseppe Amoroso, che era stato posto agli arresti domiciliari, ed alcuni suoi fedelissimi per consolidare gli assetti della nuova formazione criminale e pianificare strategie per sancire il definitivo predominio del suo gruppo. Le indagini hanno accertato anche che gli si era affiancato il fratello Giuseppe dopo che era stato anch'0egli posto ai domiciliari. Gli investigatori sono anche riusciti a fermare in tempo il 6 ottobre del 2014 un gruppo di fuoco di appartenenti alla famiglia Maglia che aveva deciso di uccidere Vito Amoroso. Durante le indagini, il 23 aprile 2015, sono stati sequestrati 100 grammi di cocaina, numerose munizioni di fucile calibro 12 e di pistola calibro 7.65. Dopo un tentativo di omicidio nei confronti del fratello Giuseppe, il 10 gennaio 2016, gli investigatori sono riusciti a sequestrare un vero e proprio arsenale che era stato nascosto nelle campagne del paese. Le indagini hanno anche fatto luce sull'attività estorsiva iniziata dagli indagati nel 2012. Giuseppe Amoroso e Gregorio Gangi furono arrestati il 19 settembre del 2016 per estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni del titolare del Bar "Le carillon"
     Sono quattordici le persone  arrestate da militari dei carabinieri del comando provinciale di Catania e due da personale della squadra mobile della Questura  nell'ambito dell'operazione 'Città blindata'. I destinatari del provvedimento restrittivo sono: Giuseppe Amoroso, 47 anni, Vito Amoroso, 52, Giovanni Carciotto, 35, Tino Caruso, 41, Gregorio Gangi, 30, Alberto Gravagna, 34, Roberto Licari, 32, Andrea Monteforte, 27, Alfio Ambrogio Monteforte, 50, Alfio Muscia, 41, Vincenzo Panebianco, 29, Riccardo Pelleriti, di 24, Placido Ricceri, di 33, Carmelo Vercoco, 46, Massimo Merlo, di 47, Marcello Merlo, di 59. 

C'è anche l'ex sindaco di Biancavilla, Marcello Merlo, di 59 anni, tra gli arrestati dell'operazione 'Città blindata' della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania. E' stato in carica, in quota area del centrosinistra, dal settembre del 1993 al maggio del 1994. E' indagato per associazione mafiosa ed è stato arrestato dalla squadra mobile della Questura. Con il fratello Massimo, di 47 anni, è ritenuto ai vertici del gruppo 'Merlo' che, secondo l'accusa, dal 2016 sarebbe confluito nella cosca Tomasello-Mazzaglia-Toscano legata alla 'famiglia' Santapaola-Ercolano ai vertici di Cosa nostra etnea. Massimo Merlo, fratello dell'ex sindaco, è stato arrestato il 2 dicembre del 2016, dalla squadra mobile e da agenti del commissariato di Adrano nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Maurizio Maccarrone, 43 anni, assassinato il 4 novembre del 2014 davanti casa sua, ad Adrano. Secondo l'accusa sarebbe il mandante del delitto passionale: la vittima aveva avuto un relazione con l'ex fidanzata di Massimo Merlo.

   Il mio plauso e la mia gratitudine al lavoro svolto dalle Forze dell'Ordine e dalla Procura di Catania guidata da Carmelo Zuccaro. L'operazione 'Città blindata' è anche un richiamo, per nulla scontato, a non abbassare mai la guardia nei confronti di una criminalità organizzata che sbatterà sempre contro un apparato investigativo di altissimo livello e sulla determinazione della gente perbene". Lo afferma il sindaco di Biancavilla, Antonio Bonanno,

  

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