Mafia:reggono in appello condanne a clan

Pene pesanti per boss, estortori e trafficanti di droga

     Regge in appello l'impianto accusatorio che in primo grado portò a pesantissime condanne a boss, gregari, estortori e spacciatori della famiglia mafiosa di Pagliarelli. Dall'inchiesta emerse che il mandamento era guidato da una sorta di triumvirato: Vincenzo Giudice (condannato a 18 anni), Alessandro Alessi (a 14 anni), Giuseppe Perrone (a 14 anni e 4 mesi). Si erano divisi un "mandamento" ricco, quello di Pagliarelli, centimetro per centimetro. Ognuno aveva la propria area di influenza. E controllava racket delle estorsioni, business in disgrazia nell'era della crisi, ma soprattutto il traffico della droga, attività a cui Cosa nostra sta tornando a dedicarsi. L'indagine ha ricostruito i vertici delle cosche e i loro affari. Emblematica in questo senso la scelta di tornare agli stupefacenti che, stavolta, ha come protagonista una donna, Concetta Celano. Beccata con 5 chili di stupefacente in auto mentre tornava da un'udienza e tramite coi "cartelli" sudamericani.
   

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